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Come passare dalla posizione in piedi a quella a terra con calma

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 27/10/2026 09:19
Come passare dalla posizione in piedi a quella a terra con calma

Per passare dalla posizione in piedi a quella a terra con calma, riduci prima la velocità, cerca un appoggio stabile e scendi per gradi: piega le ginocchia, porta le mani su un supporto o sul pavimento, appoggia un ginocchio alla volta e solo dopo scegli come sederti o distenderti. Il percorso preciso dipende soprattutto da equilibrio, mobilità e comfort delle ginocchia: non è necessario arrivare a terra in un unico movimento.

Prepara lo spazio e scegli un appoggio

Prima di muoverti, verifica che il tappetino non scivoli e che intorno ci sia spazio libero. Se temi di perdere l’equilibrio, sistemati vicino a una parete, a una sedia stabile che non possa spostarsi o a un altro sostegno affidabile. Tieni l’appoggio abbastanza vicino da poterlo usare senza allungarti all’improvviso.

Resta in piedi con i piedi a una distanza comoda e senti il peso distribuito sulle piante. Fai un respiro tranquillo e guarda un punto fermo davanti a te. Questo breve momento non serve a trovare una postura perfetta: ti permette di capire se sei stabile prima di cambiare altezza.

Scendi in più passaggi, senza lasciarti cadere

Inizia piegando leggermente le ginocchia e portando il busto in avanti quanto basta per raggiungere l’appoggio scelto. Puoi mettere le mani sulle cosce, su una sedia stabile o su blocchi da yoga ben posizionati; se il pavimento è facilmente raggiungibile, appoggiale sul tappetino. Evita di trattenere il respiro o di cercare di toccare terra con le gambe rigide.

Da qui accompagna un ginocchio verso il tappetino, poi l’altro, distribuendo il peso tra mani e gambe. Procedi lentamente, soprattutto nel momento in cui un piede lascia il suolo: è il passaggio in cui la base d’appoggio cambia. Se appoggiare le ginocchia è scomodo, usa un tappetino piegato o una coperta come imbottitura, senza forzare una posizione dolorosa.

Quando sei su entrambe le ginocchia, puoi portarti a quattro zampe e poi spostare il bacino di lato per sederti. Per sdraiarti, passa prima sul fianco: appoggia un avambraccio, abbassa il busto con controllo e infine ruota sulla schiena. Separare questi movimenti rende più semplice capire dove mettere il peso rispetto a lasciarsi andare direttamente all’indietro.

Adatta il percorso a ginocchia ed equilibrio

Se inginocchiarti non è confortevole, la sedia può diventare una tappa intermedia. Siediti con controllo, tenendo i piedi ben appoggiati, poi valuta se proseguire verso il tappetino con l’aiuto di un sostegno stabile e con spazio sufficiente per muovere le gambe. Se anche così la discesa risulta difficile o dolorosa, resta sulla sedia: puoi svolgere lì la parte della pratica che non richiede il pavimento.

Se il problema principale è l’equilibrio, evita di affidarti a un supporto leggero, a una sedia con ruote o a blocchi che potrebbero spostarsi sotto carico. Una parete può offrire un riferimento, ma non sostituisce un sostegno solido se hai bisogno di reggere una parte importante del peso. Quando non ti senti sicuro a scendere o a risalire da solo, chiedi assistenza anziché provare a superare l’incertezza accelerando.

Riconosci quando fermarti

Un errore comune è concentrarsi solo sull’arrivo al tappetino: abbassare la testa bruscamente, bloccare il respiro o cedere sulle ginocchia può rendere il passaggio meno controllato. Concediti una pausa in ogni tappa e riprendi solo quando ti senti stabile. La calma non dipende da quanto lentamente riesci a muoverti, ma dalla possibilità di scegliere e modificare il movimento mentre lo esegui.

Se compaiono capogiri, dolore acuto o una sensazione di instabilità marcata, interrompi la discesa e torna a una posizione sicura con l’aiuto di un appoggio. In presenza di difficoltà ricorrenti, non usare questa sequenza per aggirarle: un professionista qualificato può aiutarti a individuare un modo di muoverti adatto alla tua situazione.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.