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Dopo lo yoga, prima dello smartphone: due minuti per notare com'è andata

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 07/11/2026 12:04
Dopo lo yoga, prima dello smartphone: due minuti per notare com'è andata

Dopo lo yoga, prima di prendere lo smartphone, resta dove sei per due minuti e nota tre cose: com'è il respiro, quali sensazioni sono presenti nel corpo e con quale stato d'animo stai per riprendere la giornata. Non serve stabilire se la pratica sia riuscita. Questa breve pausa serve a riconoscere ciò che c'è adesso, senza doverlo correggere.

Resta fermo e osserva ciò che è concreto

Una volta terminata l'ultima posizione, mettiti seduto in modo comodo oppure rimani disteso se preferisci. Lascia gli occhi aperti o chiusi, secondo ciò che ti fa sentire a tuo agio. Prima di passare ad altro, appoggia l'attenzione sul contatto con il pavimento o con il tappetino: quali parti del corpo sono sostenute? Dove senti peso, calore o movimento?

Poi nota il respiro così com'è, senza cercare di renderlo più lento o profondo. Puoi accorgerti del movimento del torace o dell'addome, oppure dell'aria che passa dalle narici. Se l'attenzione si sposta sui programmi della giornata, non occorre ricominciare da capo: riconosci il pensiero e torna a una sensazione facile da individuare.

Infine, prova a dare un nome semplice al tuo stato: tranquillo, stanco, vigile, distratto, irritato. Sono descrizioni provvisorie, non voti. Può anche darsi che tu non sappia definirlo; «non so» è un'osservazione valida. L'obiettivo non è uscire dalla pratica con una sensazione particolare, ma concedersi il tempo di accorgersi di quella presente.

Evita il bilancio sulla qualità della pratica

È facile usare questa pausa per chiedersi se si è stati abbastanza flessibili, concentrati o costanti. Domande del genere trasformano l'osservazione in una verifica del risultato. Se compare un giudizio — «oggi ero rigido», «mi sono distratto troppo» — puoi notare che è un pensiero e tornare a un fatto più preciso: «sento tensione nelle spalle» oppure «il respiro ora mi sembra regolare».

Non devi nemmeno cercare per forza un cambiamento rispetto a prima. A volte dopo lo yoga si avverte più energia, altre volte emerge la stanchezza che era già presente. Una sensazione piacevole non rende la pratica migliore, così come una sensazione difficile non la rende inutile. Se noti un fastidio fisico, però, non ignorarlo per restare fedele all'esercizio: interrompi la pausa, cambia posizione e valuta con prudenza ciò di cui hai bisogno.

Riprendi la giornata senza perdere subito il passaggio

Allo scadere dei due minuti, scegli un gesto semplice per segnare la fine: aprire gli occhi, muovere lentamente le mani o alzarti con calma. Solo dopo decidi cosa fare, compreso guardare il telefono. Lo smartphone non è un errore da evitare a ogni costo; lasciargli qualche istante di distanza permette semplicemente di non passare dalla pratica alle notifiche senza accorgersene.

Se hai poco tempo, non serve trasformare questa chiusura in un nuovo impegno. Puoi notare un solo dettaglio mentre arrotoli il tappetino, per esempio la sensazione dei piedi sul pavimento o il ritmo del respiro. Se invece vuoi ricordare qualcosa, annota una frase descrittiva, come «oggi sento le gambe pesanti», senza costruire una pagella della sessione. La pausa ha funzionato quando ti ha aiutato a osservare il momento presente, non quando ha prodotto una risposta positiva.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.