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Mobilità del bacino in quadrupedia: movimenti lenti e controllati

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 03/11/2026 18:41
Mobilità del bacino in quadrupedia: movimenti lenti e controllati

Per lavorare sulla mobilità del bacino in quadrupedia, parti da mani e ginocchia a terra e muovi il bacino lentamente, senza cercare la massima ampiezza. Puoi iniziare con piccole inclinazioni in avanti e indietro, poi provare spostamenti laterali o cerchi. La condizione principale è riuscire a distinguere il movimento del bacino da una spinta brusca della schiena: se perdi il controllo, riduci l’ampiezza.

Come preparare la posizione

Appoggia le mani all’incirca sotto le spalle e le ginocchia sotto le anche, su una superficie che non scivoli. Distribuisci il peso tra i quattro appoggi, lasciando i gomiti distesi ma non rigidi. Tieni il collo comodo, con lo sguardo rivolto verso il pavimento: sollevare continuamente la testa può creare tensione inutile mentre cerchi di percepire il bacino.

Prima di muoverti, nota dove senti il peso: più sulle mani o sulle ginocchia? Prova ad assestarti senza contrarre forte l’addome o trattenere il respiro. Se le ginocchia danno fastidio a contatto con il pavimento, usa un tappetino più spesso o una coperta piegata. Se sono i polsi a essere sensibili, modifica l’appoggio delle mani o scegli un’altra posizione confortevole, invece di insistere sul dolore.

Tre movimenti da eseguire lentamente

Inclinazioni avanti e indietro. Immagina di orientare la parte anteriore del bacino prima leggermente verso il pavimento e poi verso l’ombelico. La zona lombare accompagnerà il gesto, ma non occorre inarcarla o arrotondarla al massimo. Muoviti quanto basta per riconoscere le due direzioni e il passaggio fra loro. Un’espirazione tranquilla può accompagnare una fase del movimento; non serve sincronizzare il respiro in modo rigido.

Spostamenti laterali. Dalla posizione centrale, porta il bacino di poco verso destra e torna al centro, poi ripeti verso sinistra. Cerca di mantenere entrambe le mani appoggiate e di non trasformare il gesto in una rotazione ampia del torace. È normale percepire i due lati in modo diverso: non forzare quello che si muove meno per renderlo identico all’altro.

Piccoli cerchi. Combina le direzioni precedenti tracciando un cerchio lento con il bacino. Parti da un’ampiezza ridotta e cambia verso dopo qualche giro. Se il cerchio diventa irregolare, fermati nei punti in cui perdi il controllo e riprendi con un movimento più piccolo. La continuità è meno importante della capacità di capire dove stai andando e di tornare alla posizione centrale senza uno scatto.

Come regolare il movimento ed evitare gli errori comuni

Un errore frequente è spostare tutto il corpo velocemente avanti e indietro, caricando le mani, anziché esplorare il movimento del bacino. Un altro è cercare subito un allungamento intenso nella zona lombare. Rallenta e usa un’ampiezza nella quale riesci a respirare normalmente: una lieve sensazione di lavoro o rigidità non richiede di spingere oltre.

Per verificare il controllo, prova a fare una breve pausa in un punto del movimento e a invertire direzione senza slancio. Se riesci a farlo mantenendo gli appoggi stabili, l’ampiezza è probabilmente adatta a te in quel momento. Puoi inserire questa esplorazione in una pausa di movimento o prima di una pratica più ampia, senza considerarla un test da superare o un esercizio da ripetere fino alla fatica.

Interrompi se compare dolore acuto, se una sensazione fastidiosa aumenta mentre ti muovi o se avverti sintomi insoliti come formicolio persistente o perdita di forza. In presenza di un infortunio recente, di dolore che ritorna o di indicazioni cliniche specifiche, chiedi a un professionista qualificato quali movimenti siano appropriati. La quadrupedia è una possibilità per esplorare la mobilità, non una posizione da mantenere a tutti i costi.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.