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Novembre sul tappetino: una pratica tranquilla per le giornate più corte

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 06/11/2026 12:04
Novembre sul tappetino: una pratica tranquilla per le giornate più corte

Novembre sul tappetino: una pratica tranquilla per le giornate più corte

Per una pratica breve nel tardo pomeriggio di novembre, bastano pochi movimenti lenti in piedi e a terra, senza cercare intensità o posizioni complesse. La sequenza qui sotto si può accorciare a circa dieci minuti oppure distendere fino a venti: scegli la versione in base a come ti senti, non in base all’ora in cui fa buio.

Prepara uno spazio semplice e comincia in piedi

Stendi il tappetino dove puoi muoverti senza ostacoli e tieni a portata una coperta piegata, utile quando ti siederai o ti sdraierai. Se la luce naturale è già calata, scegli un’illuminazione che ti permetta di vedere bene il pavimento. Prima di iniziare, nota se hai freddo: uno strato di abbigliamento in più può rendere più piacevoli i passaggi lenti, soprattutto quelli a terra.

Mettiti in piedi con i piedi comodi, anche leggermente distanti. Lascia le braccia lungo i fianchi e osserva per qualche respiro il contatto delle piante con il suolo. Inspirando, solleva lentamente le braccia fin dove le spalle lo consentono; espirando, riportale giù. Ripeti alcune volte senza forzare il ritmo del respiro. Non serve respirare più profondamente del solito: cerca piuttosto un movimento che riesci a seguire con attenzione.

Passa poi a piccoli piegamenti delle ginocchia, come se stessi per sederti e subito tornassi in piedi. Mantieni il peso distribuito sui piedi e riduci l’ampiezza se senti fastidio. Per aggiungere un movimento laterale, porta una mano sul fianco e allunga l’altro braccio verso l’alto, inclinandoti appena; torna al centro e cambia lato. L’obiettivo è mobilizzare il corpo dopo le ore trascorse seduti, non raggiungere la massima flessibilità.

Scendi a terra con passaggi comodi

Per arrivare sul tappetino, piega le ginocchia e appoggia le mani a una sedia stabile o al pavimento, se ti è agevole. Puoi anche sederti prima su una sedia e scendere con calma: la transizione fa parte della pratica. In quadrupedia, con le mani sotto o poco avanti alle spalle, alterna una lieve apertura del petto a un arrotondamento della schiena. Muoviti con un’ampiezza piccola e lascia che testa e collo seguano senza essere spinti.

Da qui, porta i glutei verso i talloni per una pausa, solo se ginocchia e caviglie lo permettono. Una coperta tra polpacci e cosce può rendere la posizione più accessibile; in alternativa, resta in quadrupedia e fai una pausa senza caricare ulteriormente le articolazioni. Poi siediti sul tappetino, magari sopra la coperta piegata, e distendi le gambe oppure tieni le ginocchia flesse. Appoggia le mani accanto al bacino, allungati verso l’alto con la schiena e fai una piccola inclinazione in avanti, fermandoti dove puoi respirare comodamente.

Per chiudere, sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi a terra. Lascia oscillare lentamente le ginocchia di poco a destra e a sinistra, mantenendo il movimento confortevole. Infine fermati al centro: puoi restare con i piedi appoggiati oppure sostenere le ginocchia con una coperta arrotolata. Concediti qualche respiro tranquillo, poi girati su un fianco prima di tornare seduto. Se stare distesi non è piacevole, concludi da seduto con la schiena sostenuta.

Come adattare la durata al tardo pomeriggio

Se hai circa dieci minuti, esegui una sola volta i movimenti in piedi, passa alla mobilità in quadrupedia e termina supino o seduto. Con più tempo, ripeti con calma i movimenti che ti fanno stare bene e prolunga la pausa finale; non occorre aggiungere posizioni difficili. La durata è una scelta pratica, non una misura della qualità della sessione. Nei giorni in cui sei stanco, anche fermarti dopo la parte in piedi è una possibilità sensata.

La luce che cambia presto può invitare a rallentare, ma non impone un particolare modo di praticare. Evita di trasformare questa sequenza in un esercizio di resistenza: se compare dolore, interrompi il movimento o scegli una variante più semplice. Se hai limitazioni fisiche o stai recuperando da un infortunio, adatta le posizioni alle indicazioni ricevute da un professionista qualificato. Prima di riprendere le attività della serata, resta seduto un momento e nota soltanto se hai bisogno di muoverti ancora, coprirti o riposare.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.