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Posizione del cammello con blocchi: varianti per principianti

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 01/11/2026 11:31
Posizione del cammello con blocchi: varianti per principianti

Nella posizione del cammello, o Ustrasana, i blocchi possono avvicinare il punto d’appoggio alle mani: mettili ai lati dei piedi e scegli un’altezza che ti permetta di aprire il petto senza cercare a tutti i costi i talloni. Per iniziare, però, non è necessario toccare né blocchi né piedi: puoi tenere le mani sul bacino e fare un piegamento all’indietro più piccolo. La variante giusta è quella in cui riesci a respirare e a uscire dalla posizione con controllo, senza dolore o compressione nella zona lombare.

Prepara ginocchia, bacino e blocchi

Inginocchiati su un tappetino; se senti pressione sulle ginocchia, aggiungi una coperta piegata sotto di esse. Tieni le ginocchia circa alla larghezza del bacino e le cosce orientate in avanti. Puoi lasciare il dorso dei piedi a terra oppure puntare le dita dei piedi: con le dita puntate, i talloni risultano più alti e possono essere più facili da raggiungere.

Prima di piegarti all’indietro, appoggia le mani sul retro del bacino, con i gomiti rivolti l’uno verso l’altro senza stringerli. Allunga il busto verso l’alto, lascia che lo sterno si sollevi e mantieni una leggera attività nell’addome. Non serve spingere il bacino il più avanti possibile: cerca piuttosto di non lasciare che le anche arretrino mentre il busto si inclina.

Se userai i blocchi, sistemane uno accanto a ciascun piede, vicino ai talloni, prima di entrare nella posizione. Devono poggiare interamente su una superficie stabile, senza oscillare. Parti dall’orientamento più stabile che ti consenta di raggiungerli; un blocco messo sul lato più alto offre un appoggio più vicino alle mani, ma può essere meno stabile. Controlla con una mano che non si sposti prima di caricarvi peso.

Prima variante: mani sul bacino, senza cercare l’appoggio

È il punto di partenza più semplice se i blocchi sono ancora lontani o se tendi a piegarti soltanto nella parte bassa della schiena. Dalla posizione in ginocchio, inspira allungando la colonna; espira e inclina gradualmente il busto all’indietro, mantenendo le mani a sostegno del bacino. Pensa ad ampliare la parte anteriore del torace, non a far cadere la testa all’indietro. Guarda davanti a te o leggermente verso l’alto, secondo ciò che risulta comodo per il collo.

Fermati quando senti che per andare oltre dovresti trattenere il respiro, spingere sulle ginocchia o contrarre con forza la zona lombare. Per uscire, premi gli stinchi a terra e riporta il busto verticale con calma, sostenendo ancora il bacino con le mani. Questa è già una variante completa per chi sta imparando il movimento: i blocchi sono un’opzione, non un traguardo obbligatorio.

Seconda variante: mani sui blocchi ai lati dei talloni

Se riesci a mantenere l’allungamento del busto mentre ti inclini, prova a portare una mano alla volta sui blocchi già preparati. Tieni le cosce orientate in avanti e distribuisci il movimento lungo il busto; le braccia servono da appoggio, non a tirarti verso il basso. Se per toccare un blocco devi ruotare il busto, spostare molto il bacino o lasciarti cadere all’indietro, torna con le mani sul bacino e riduci l’ampiezza.

Una volta appoggiate le mani, verifica che i blocchi non scivolino e che tu possa respirare senza irrigidire la gola. Mantieni il collo in una posizione comoda: guardare in alto o lasciare scendere la testa non è necessario. Per tornare su, riporta prima una mano e poi l’altra sul bacino, quindi risolleva il busto in modo controllato. Evita di fare leva bruscamente sui blocchi per uscire.

Come adattare la posizione senza forzare

Se hai bisogno di meno estensione, riduci l’inclinazione del busto anziché cercare una diversa disposizione dei blocchi che ti faccia «arrivare» comunque alle mani. Se invece l’appoggio sui blocchi è comodo e stabile, puoi esplorare gradualmente un’altezza inferiore, senza sacrificare il controllo del movimento. Il fatto di riuscire a raggiungere i talloni non indica, da solo, che la posizione sia eseguita meglio.

Interrompi se avverti dolore, formicolio, capogiri o una sensazione di schiacciamento nella schiena. In presenza di disturbi a schiena, collo o ginocchia, oppure di indicazioni mediche a evitare le estensioni, chiedi a un insegnante qualificato o a un professionista sanitario come adattare la pratica alla tua situazione. Per un principiante, respirazione regolare, appoggi stabili e uscita controllata contano più della profondità del piegamento.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.