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Posizione della montagna: come distribuire il peso sui piedi

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 25/10/2026 06:00
Posizione della montagna: come distribuire il peso sui piedi

Nella posizione della montagna il peso va distribuito su entrambi i piedi, senza cadere solo sui talloni o sulle punte. In ciascun piede cerca il contatto del tallone, della base dell’alluce e della base del mignolo: sono tre punti di riferimento per percepire l’appoggio, non tre zone su cui premere con forza identica. L’obiettivo è restare stabili e capaci di respirare senza irrigidire piedi e gambe.

Trova l’appoggio prima di correggere la postura

Mettiti in piedi su una superficie piana, a piedi nudi se ti è comodo. Tieni i piedi paralleli o leggermente aperti nella posizione che ti consente di stare senza tensione; possono essere vicini oppure distanziati quanto basta per sentirti stabile. Lascia le dita distese sul pavimento, senza afferrarlo, e osserva dove senti più pressione.

Sposta lentamente il corpo un poco in avanti e poi indietro, senza sollevare talloni o avampiedi. Nota il momento in cui il peso non grava soprattutto sulle punte né sui talloni. Ripeti con piccoli spostamenti a destra e a sinistra, fino a percepire entrambi i piedi coinvolti. Queste oscillazioni servono a riconoscere il centro dell’appoggio: una volta trovato, non occorre restare immobili.

Distribuisci il peso dentro ciascun piede

Porta l’attenzione al tallone e ai due punti dell’avampiede sotto la base dell’alluce e del mignolo. Mantienili a contatto con il suolo, lasciando che l’arco plantare conservi la sua forma naturale. Non tentare di schiacciare l’arco a terra e non sollevarlo contraendo le dita: il piede può sostenerti senza diventare rigido.

Se senti quasi tutto il peso sul bordo interno, prova a percepire anche la base del mignolo, evitando però di ruotare l’intero piede verso l’esterno. Se invece carichi soprattutto il bordo esterno, ritrova il contatto sotto la base dell’alluce senza far collassare la caviglia all’interno. Lavora con aggiustamenti piccoli: spingere deliberatamente su un punto spesso crea uno squilibrio nuovo.

Da questo appoggio lascia che le gambe sostengano il bacino e il busto. Le ginocchia possono rimanere distese senza essere bloccate all’indietro. Se per «raddrizzarti» devi stringere le dita, trattenere il respiro o spostare il peso sui talloni, riduci la correzione: nella posizione della montagna l’allineamento deve poggiare su una base comoda, non su una contrazione continua.

Verifica l’equilibrio ed evita le compensazioni più comuni

Fai una verifica semplice: riesci a distendere e muovere leggermente le dita senza perdere stabilità? Senti il contatto di entrambi i talloni e degli avampiedi mentre respiri normalmente? Non è necessario che le sensazioni siano perfettamente simmetriche. Se un lato riceve chiaramente più peso, torna ai piccoli spostamenti laterali e cerca una distribuzione più equilibrata, senza forzare le articolazioni.

Guardare soltanto la forma esterna dei piedi può trarre in inganno: piedi apparentemente paralleli non garantiscono un appoggio uniforme. Anche cercare di «attivare» gli archi sollevando le dita o irrigidendo le caviglie rende più difficile sentire il pavimento. Se chiudi gli occhi per ascoltare meglio l’appoggio, fallo solo quando sei già stabile e vicino a un sostegno; altrimenti tieni lo sguardo su un punto fermo davanti a te.

Se stare in piedi provoca dolore al piede, alla caviglia o al ginocchio, non insistere per ottenere una distribuzione teoricamente perfetta. Prova prima una distanza diversa tra i piedi o una superficie più confortevole. In presenza di dolore persistente o di indicazioni ricevute per una condizione specifica, la priorità è rispettarle: i tre punti d’appoggio sono una guida per esplorare la postura, non una regola da imporre a ogni piede.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.