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Pranayama per principianti: che cosa significa e da dove iniziare

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 29/10/2026 07:06
Pranayama per principianti: che cosa significa e da dove iniziare

Il pranayama è l’insieme delle pratiche yogiche che portano attenzione e intenzionalità al respiro. Per iniziare non servono tecniche complesse: la scelta più utile è osservare come respiri, poi provare un ritmo lento e confortevole, senza trattenere l’aria né cercare di riempire i polmoni al massimo. Il criterio principale è semplice: durante e dopo la pratica dovresti riuscire a respirare senza affanno.

Che cosa significa pranayama nello yoga

Il termine viene comunemente spiegato a partire da prana, legato al respiro e all’energia vitale nella tradizione yogica, e ayama, associato all’espansione o alla regolazione. Nella pratica, il pranayama comprende modi diversi di prestare attenzione all’inspirazione, all’espirazione, al ritmo e, in alcune tecniche, alle pause respiratorie. Non coincide però con il semplice «fare respiri profondi»: conta anche la qualità dell’attenzione e il modo in cui il corpo risponde.

Per un principiante è utile distinguere la respirazione spontanea da quella guidata. La prima è ciò che accade quando osservi il respiro senza modificarlo; la seconda introduce una scelta, per esempio lasciare che l’espirazione sia un po’ più distesa. Partire dall’osservazione permette di riconoscere tensioni, fretta o bisogno d’aria prima di aggiungere istruzioni. Non occorre adottare un ritmo uguale per tutti.

Da dove iniziare: una pratica semplice

Siediti in una posizione stabile, su una sedia o a terra, con la schiena comoda e senza irrigidirla. Puoi tenere gli occhi chiusi oppure lo sguardo morbido verso il basso. Prima di cambiare il respiro, nota dove percepisci il movimento dell’aria e del corpo: narici, torace, addome. Se la posizione richiede uno sforzo continuo, sistemati meglio; la comodità rende più facile accorgerti di ciò che stai facendo.

Lascia poi entrare l’aria dal naso, se per te è agevole, ed espira senza spingere. Dopo alcuni respiri, prova ad accompagnare l’espirazione in modo che sia leggermente più calma dell’inspirazione. Non contare per raggiungere un numero prestabilito: scegli un ritmo che ti consenta di riprendere subito a parlare normalmente. Se respirare dal naso è difficile, non forzarlo; torna a un respiro naturale e confortevole.

Puoi usare questa breve sequenza come promemoria: osserva il respiro spontaneo, ammorbidisci spalle e mandibola, accompagna qualche espirazione tranquilla e infine smetti di guidare il ritmo. Nell’ultima parte verifica come ti senti. Se avverti calma e il respiro rimane facile, hai trovato un punto di partenza adatto; se senti il bisogno di inspirare bruscamente, riduci lo sforzo o interrompi.

Come scegliere il passo successivo senza forzare

All’inizio è più utile rendere familiare una pratica semplice che accumulare tecniche. Quando riesci a osservare il respiro senza modificarlo involontariamente e a guidare l’espirazione senza disagio, puoi esplorare con un insegnante altre modalità, come la respirazione a narici alternate nella sua forma più semplice. Le tecniche con ritenzioni, ritmi rigidi o respirazioni rapide richiedono invece maggiore attenzione: non sono un passaggio obbligato per ottenere beneficio dalla pratica.

Un errore comune è confondere «lento» con «più aria possibile». Inspirazioni molto ampie, se ripetute e forzate, possono far comparire capogiri o formicolii. Anche cercare di controllare ogni respiro può creare tensione anziché concentrazione. Usa le sensazioni come verifica: viso e spalle possono restare morbidi, l’espirazione non deve diventare una spinta e non dovresti avere fame d’aria.

Se compaiono vertigini, dolore, forte disagio o affanno, interrompi la tecnica e torna a respirare normalmente. Se hai una condizione respiratoria o cardiovascolare, sei in gravidanza, oppure un esercizio ti provoca sintomi ricorrenti, chiedi un parere sanitario prima di pratiche più impegnative. Il pranayama può essere uno strumento di attenzione e regolazione del respiro, ma non sostituisce cure o indicazioni cliniche.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.