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Una pratica yoga serale con posizioni a terra: passaggi essenziali

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 02/11/2026 20:21
Una pratica yoga serale con posizioni a terra: passaggi essenziali

Per una pratica yoga serale con posizioni a terra bastano uno spazio tranquillo, un tappetino e pochi movimenti eseguiti senza fretta: inizia con il respiro, mobilizza dolcemente la schiena, passa a una posizione di riposo e termina sdraiandoti. La condizione principale è non cercare l’allungamento massimo: la sequenza deve restare comoda e permetterti di respirare liberamente.

Prepara lo spazio e scegli un ritmo sostenibile

Stendi il tappetino dove puoi allungare braccia e gambe senza urtare mobili. Tieni vicino una coperta da mettere sotto la testa o le ginocchia e, se ti è utile, un cuscino per sostenere il bacino. Indossa abiti che non limitino il respiro. Se hai appena mangiato, evita di comprimere l’addome e scegli movimenti particolarmente leggeri.

Non serve stabilire in anticipo quanto mantenere ogni posizione. Lascia che sia il respiro a guidare i passaggi: fermati finché riesci a respirare con naturalezza e cambia quando senti il bisogno di muoverti. Per una pratica serale, una sequenza breve e agevole è più utile di una serie lunga affrontata con fatica.

Inizia a terra e mobilizza la schiena

Siediti sul tappetino, anche con la schiena appoggiata a una parete, oppure sdraiati a pancia in su con le ginocchia piegate. Appoggia una mano sull’addome e una sul torace: osserva per qualche respiro il movimento naturale, senza forzare inspirazioni profonde o trattenere l’aria. Poi lascia scendere le braccia lungo il corpo.

Portati a quattro zampe, con le mani sotto le spalle e le ginocchia sotto il bacino. Inspirando, lascia che il petto si apra leggermente; espirando, arrotonda la schiena quanto basta a sentire un movimento confortevole. Ripeti con lentezza, senza spingere il collo verso l’alto né incurvare la zona lombare oltre ciò che ti risulta piacevole. Se appoggiare il peso sui polsi è scomodo, puoi fare un movimento simile da seduto, alternando una lieve apertura del petto a un arrotondamento della schiena.

Passa a una posizione di riposo, poi sdraiati

Dalla posizione a quattro zampe, prova a portare il bacino verso i talloni e il busto in avanti per entrare nella posizione del bambino. Puoi tenere le braccia distese davanti a te oppure lungo i fianchi. Non è necessario che il bacino tocchi i talloni: sistema un cuscino tra busto e cosce, o sotto il bacino, se questo rende la posizione più accogliente. Se invece senti pressione fastidiosa alle ginocchia o fatichi a respirare, salta questo passaggio e torna direttamente a sdraiarti.

Girati lentamente sulla schiena e piega le ginocchia, lasciando i piedi appoggiati al tappetino. Da qui puoi abbracciare una gamba alla volta verso il petto, senza tirarla con forza. Riporta entrambi i piedi a terra e, se il movimento è confortevole, lascia oscillare appena le ginocchia da un lato all’altro. Mantieni le spalle rilassate e riduci l’ampiezza se avverti tensione nella zona lombare.

Per chiudere, resta a pancia in su nella posizione che ti permette di rilassarti meglio: gambe distese, ginocchia piegate oppure polpacci appoggiati su un supporto stabile. Copriti se hai freddo. Lascia riposare le braccia e torna a osservare il respiro senza modificarlo. Quando decidi di alzarti, girati su un fianco e passa alla posizione seduta con calma, anziché sollevare di scatto il busto.

Adatta la sequenza ai segnali del corpo

Un errore frequente è trasformare una pratica tranquilla in una prova di flessibilità: tirare le ginocchia al petto, insistere su una posizione scomoda o respirare in modo forzato non è necessario. I supporti servono proprio a ridurre lo sforzo. Puoi anche eliminare un passaggio e mantenere soltanto i movimenti che risultano gradevoli; la sequenza non perde valore se è più semplice.

Una sensazione lieve di movimento o allungamento è diversa da dolore, formicolio, capogiro o difficoltà respiratoria: in questi casi interrompi la posizione. Se hai un infortunio, sei in gravidanza o convivi con una condizione che limita i movimenti, chiedi indicazioni a un professionista qualificato per adattare la pratica. Lo yoga serale può essere un momento di quiete, ma non è una cura né garantisce di addormentarsi più facilmente.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.