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Una pratica yoga serale quando non hai voglia di stare a terra

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 08/11/2026 12:40
Una pratica yoga serale quando non hai voglia di stare a terra

Se la sera non hai voglia di stare a terra, puoi praticare yoga usando una sedia stabile e passando in piedi solo se ti va. La condizione principale è non trasformare la sequenza in un compito da completare: scegli movimenti piccoli, lascia spazio alle pause e fermati dove il corpo si muove senza sforzo. Non serve scendere sul tappetino per dedicare qualche minuto alla pratica.

Prepara uno spazio in cui puoi cambiare idea

Scegli una sedia che non scivoli, possibilmente senza ruote, e appoggia entrambi i piedi sul pavimento. Lascia libero lo spazio davanti a te e tieni vicino un muro o lo schienale della sedia se desideri un riferimento quando ti alzi. Puoi praticare con i vestiti che indossi, purché non limitino i movimenti. Se stare in piedi non ti attira, resta seduto per tutta la sequenza: la parte in piedi è un’opzione, non il traguardo.

Prima di iniziare, nota come ti senti senza cercare di correggere subito la postura. Appoggia le mani sulle cosce, lascia che il respiro trovi il proprio ritmo e verifica se piedi, seduta e schiena sono comodi. Se una posizione richiede attenzione continua per non perdere l’equilibrio, semplificala. Una pratica serale può essere utile anche quando consiste in pochi gesti fatti con calma, senza attribuirle l’obiettivo di favorire il sonno.

Comincia da seduti con spalle, busto e piedi

Da seduto, porta lentamente le spalle verso l’alto e poi lasciale scendere, senza spingerle indietro. Fai seguire qualche movimento delle braccia: allungale in avanti, riporta le mani alle cosce e, se è comodo, apri le braccia ai lati. Il collo può restare libero di seguire piccoli movimenti dello sguardo, ma evita di portare la testa molto indietro o di cercare un allungamento intenso.

Per muovere il busto, appoggia una mano alla coscia opposta e ruota appena verso quel lato, poi torna al centro e prova dall’altra parte. Il bacino rimane sulla sedia; non occorre arrivare a guardare dietro di te. Puoi aggiungere una lieve inclinazione laterale, con una mano che resta appoggiata alla seduta per sostenerti. Tra un movimento e l’altro, fermati e senti se hai voglia di ripeterlo o di passare oltre.

Infine, solleva e riappoggia alternativamente i talloni, poi le punte dei piedi, mantenendo un contatto comodo con il pavimento. Sono gesti semplici che aiutano a coinvolgere anche le gambe prima di alzarti. Se ti accorgi che stai trattenendo il respiro, riduci l’ampiezza del movimento: non hai bisogno di sincronizzare ogni gesto con un’inspirazione o un’espirazione precisa.

Se ti va, passa in piedi senza allontanarti dalla sedia

Per alzarti, porta i piedi sotto le ginocchia, inclina leggermente il busto in avanti e usa le mani sulla sedia se ti servono. Una volta in piedi, resta vicino allo schienale. Sposta il peso da un piede all’altro senza sollevare i piedi dal pavimento; poi prova a piegare e distendere appena le ginocchia, mantenendo il movimento morbido. Se preferisci, tieni una mano appoggiata alla sedia per tutto il tempo.

Da qui puoi fare un passo corto indietro con un piede e tornare alla posizione iniziale, alternando i lati. Non cercare una posizione ampia: lo scopo è esplorare un movimento che puoi interrompere facilmente. Per coinvolgere la parte alta del corpo, porta le mani ai fianchi oppure allunga le braccia in avanti e lasciale ricadere. Evita di forzare l’equilibrio o di assumere posizioni che ti fanno sentire instabile, soprattutto se sei stanco.

Chiudi con una pausa, anche restando sulla sedia

Quando senti che può bastare, siediti di nuovo e appoggia i piedi. Lascia le mani dove sono comode e prenditi una pausa senza imporre al respiro un ritmo. Puoi osservare il contatto con la sedia o guardare un punto fermo davanti a te. Se la pausa immobile non è piacevole, continua con un piccolo movimento delle mani o delle spalle: anche quello può essere un modo di terminare la pratica.

Un fastidio netto, le vertigini o la difficoltà a mantenere l’equilibrio sono segnali per interrompere il movimento e scegliere una variante più semplice. Questa proposta resta volutamente da seduti e in piedi; se in un’altra serata cerchi una progressione diversa, puoi leggere la sequenza yoga serale senza posizioni capovolte. Per questa sera, invece, puoi fermarti qui: non c’è una posizione finale obbligatoria da raggiungere.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.