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Praticare dopo il lavoro: scegli tra stare in piedi, sederti o andare sul tappetino

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 06/11/2026 20:21
Praticare dopo il lavoro: scegli tra stare in piedi, sederti o andare sul tappetino

Per fare yoga brevemente a casa dopo il lavoro, scegli prima dove ti è più comodo iniziare: in piedi se hai poco spazio, seduto se non vuoi cambiarti o scendere a terra, sul tappetino se desideri una pausa più raccolta. Non serve completare tutte e tre le proposte. Scegline una, prova i suoi due movimenti senza forzare e fermati quando senti che è sufficiente.

In piedi: quando hai solo un angolo libero

È il punto di partenza più pratico se sei appena rientrato, hai ancora le scarpe vicino alla porta o non vuoi preparare nulla. Ti basta uno spazio in cui aprire le braccia senza urtare mobili o persone. Appoggia i piedi a una distanza comoda, distribuisci il peso su entrambi e lascia che le ginocchia restino morbide. Prima di muoverti, fai qualche respiro tranquillo: non occorre modificarne il ritmo.

Primo movimento: allungamento verso l’alto. Inspirando, porta lentamente le braccia in alto, fin dove spalle e collo restano comodi; espirando, riportale lungo i fianchi. Se alzare entrambe le braccia è scomodo, alternale oppure tieni le mani davanti al petto. Ripeti alcune volte, seguendo un ritmo che non ti faccia trattenere il fiato.

Secondo movimento: spostamento laterale del peso. Con i piedi ben appoggiati, trasferisci gradualmente un po’ di peso su una gamba e poi sull’altra, senza sollevare i piedi. Lascia che il busto accompagni appena il movimento, evitando di piegarti molto di lato. È una scelta utile quando senti il bisogno di muoverti ma non vuoi iniziare con posizioni impegnative. Se l’equilibrio è incerto, tieni una mano su un piano stabile.

Seduto: quando vuoi restare sulla sedia

La sedia è una buona scelta se hai poco tempo, poco spazio a terra o preferisci una transizione graduale tra lavoro e serata. Usane una stabile, senza ruote se possibile, e siediti in modo da poter appoggiare entrambi i piedi al pavimento. Non è necessario assumere una postura rigida: cerca piuttosto una posizione in cui la schiena possa muoversi liberamente.

Primo movimento: mobilità della schiena. Appoggia le mani sulle cosce. Inspirando, lascia che il petto si apra leggermente e che la schiena si distenda; espirando, arrotonda con delicatezza la parte alta della schiena e lascia scendere lo sguardo. Alterna i due gesti senza spingere il collo all’indietro né cercare un’ampiezza particolare.

Secondo movimento: rotazione lieve del busto. Torna al centro, poi ruota lentamente torace e sguardo verso un lato, mantenendo il bacino appoggiato alla sedia e i piedi a terra. Le mani possono restare sulle cosce: non usarle per tirarti più lontano. Rientra al centro e cambia lato. Se hai passato molte ore al computer, questa sequenza permette di cambiare posizione senza dover organizzare una pratica completa.

Sul tappetino: quando puoi dedicarti uno spazio a terra

Scegli il tappetino se hai una superficie libera, puoi scendere e risalire da terra comodamente e preferisci movimenti più vicini al pavimento. Non è l’opzione «migliore» delle altre: richiede solo un po’ più di preparazione. Stendi il tappetino lontano dagli spigoli e tieni vicino un cuscino, se pensi che possa rendere più confortevole stare sulle ginocchia.

Primo movimento: schiena mobile a quattro appoggi. Metti le mani sotto le spalle e le ginocchia sotto i fianchi, regolando la distanza come ti è più comodo. Alterna una lieve distensione e un lieve arrotondamento della schiena, senza cercare di arrivare a fine corsa. Se i polsi danno fastidio, evita di caricarli: puoi scegliere la versione seduta descritta sopra.

Secondo movimento: riposo con le ginocchia piegate. Sdraiati sulla schiena, piega le ginocchia e appoggia i piedi al pavimento. Lascia riposare le braccia dove risultano comode e osserva il contatto della schiena con il tappetino per qualche respiro naturale. Non devi appiattire la zona lombare né controllare il respiro: qui il movimento consiste nel trovare la posizione e lasciare andare lo sforzo.

Come decidere senza trasformare la pausa in un impegno

Se devi liberare spazio o recuperare il tappetino e questo ti farebbe rimandare, resta in piedi o usa una sedia. Se invece vuoi allontanarti dalla postazione di lavoro e stare a terra ti è comodo, scegli il tappetino. Puoi anche iniziare con un solo movimento: la durata dipende da come ti senti, non da un numero di ripetizioni da raggiungere.

In ogni variante, mantieni i gesti piccoli e respira normalmente. Una sensazione di lieve mobilità è diversa da un dolore netto: se compaiono dolore, capogiri o disagio, interrompi il movimento. In presenza di problemi fisici o indicazioni ricevute da un professionista, adatta la pratica a quelle indicazioni. La scelta più utile dopo il lavoro è quella che riesci a fare con agio nello spazio che hai oggi.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.