Respirazione Ujjayi: caratteristiche e precauzioni per chi inizia

La respirazione Ujjayi è una tecnica in cui l’aria passa dal naso mentre un lieve restringimento nella zona della gola produce un suono morbido e continuo. Per iniziare, la condizione più importante è non forzare: il respiro deve restare comodo, senza fame d’aria, trattenimenti involontari o tensione al collo. Il suono serve a percepire il ritmo, non è un risultato da ottenere a tutti i costi.
Come riconoscere un’Ujjayi confortevole
Nella pratica abituale si inspira e si espira attraverso il naso. Il suono, spesso paragonato a un lieve fruscio, nasce dal passaggio dell’aria in una gola appena raccolta: non occorre stringerla con forza. Inspirazione ed espirazione possono diventare più regolari, ma non devono essere allungate oltre ciò che risulta naturale. Se il rumore è aspro o molto forte, oppure bisogna spingere l’aria per produrlo, è probabile che lo sforzo sia eccessivo.
Un criterio utile è osservare il resto del corpo. Mascella, spalle e addome dovrebbero poter rimanere relativamente rilassati; parlare dopo alcuni respiri non dovrebbe richiedere di «recuperare fiato». L’Ujjayi può aiutare a seguire il respiro durante una pratica di yoga, ma non è necessario mantenerla per tutta la sessione. Tornare a respirare spontaneamente è sempre un’opzione corretta.
Un modo semplice per provarla da seduti
Siediti in una posizione stabile e lascia che il respiro si assesti. Per capire la sensazione nella gola, prova una sola volta a espirare dalla bocca aperta come se volessi appannare un vetro, senza soffiare forte. Poi chiudi la bocca e cerca di conservare una sensazione simile mentre espiri dal naso. Quando l’espirazione è agevole, prova anche nell’inspirazione, senza inseguire un suono identico nelle due fasi.
Fai pochi respiri di prova e alternali al respiro naturale. Non serve contare i secondi né creare una pausa tra inspirazione ed espirazione. Se percepisci che devi controllare ogni dettaglio per riuscirci, riduci il restringimento della gola o interrompi l’esercizio. Il passaggio più importante, per chi inizia, è distinguere una lieve modulazione del flusso d’aria da uno sforzo respiratorio.
Una volta trovata una versione comoda da seduti, puoi eventualmente usarla durante movimenti semplici, lasciando che il ritmo del respiro si adatti al movimento. Se una posizione rende difficile respirare con agio, non usare l’Ujjayi per resistere alla fatica: semplifica la posizione e torna al respiro spontaneo.
Precauzioni e segnali per interrompere
Evita di trattenere il fiato per rendere il respiro più lento o rumoroso. Capogiri, formicolii, mal di testa, senso di oppressione, affanno o crescente agitazione sono segnali per fermarsi, respirare normalmente e riposare. Non praticare mentre guidi o svolgi attività che richiedono attenzione all’ambiente: le prime prove vanno fatte in un contesto tranquillo.
Se hai il naso molto chiuso, mal di gola o una tosse che la tecnica irrita, rimanda la prova invece di forzare il passaggio dell’aria. In presenza di problemi respiratori o cardiovascolari, oppure se la respirazione controllata provoca sintomi, chiedi indicazioni a un professionista sanitario prima di inserirla nella pratica. Per imparare a regolare lo sforzo può essere utile anche la guida di un insegnante qualificato, senza considerare il suono forte o la durata del respiro come misure di bravura.

