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Ritagliare dieci minuti per sé: come proteggere il tempo della pratica

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 26/10/2026 19:14
Ritagliare dieci minuti per sé: come proteggere il tempo della pratica

Ritagliare dieci minuti per sé diventa più facile quando quel tempo ha un posto preciso nella giornata e un confine riconoscibile: non deve essere lo spazio che avanza dopo aver fatto tutto il resto. Per proteggere una breve pratica di yoga, movimento o pausa consapevole, scegli un momento realistico, prepara ciò che serve e decidi in anticipo come gestire le interruzioni. Dieci minuti sono una possibilità, non una misura della tua costanza o del tuo valore.

Scegliere un momento che esista davvero

Il primo passo è osservare la giornata com’è, invece di immaginarne una ideale. «Lo farò quando avrò finito» lascia la pratica esposta a ogni nuova richiesta. È più utile collegarla a un passaggio già abituale: dopo esserti lavato il viso, prima di aprire il computer, al rientro a casa o dopo aver chiuso la cucina. Il momento migliore non è necessariamente quello in cui hai più energia, ma quello che riesci a riconoscere e a rendere disponibile con una certa regolarità.

Verifica anche che cosa occupano davvero quei dieci minuti. Se devi cercare il tappetino, cambiare stanza e scegliere una pratica, il tempo necessario è maggiore. Puoi tenere a portata di mano ciò che usi e decidere prima una sequenza semplice. Se invece quel momento richiede di trascurare una responsabilità non rinviabile, non è uno spazio protetto: è uno spazio conteso. Spostarlo è una scelta più sostenibile che tentare ogni giorno di difenderlo a forza.

Mettere un confine alle interruzioni

Proteggere il tempo non significa rendersi irreperibili in ogni circostanza. Significa distinguere ciò che può attendere da ciò che richiede davvero la tua attenzione. Prima di iniziare, puoi silenziare le notifiche non urgenti, lasciare il telefono fuori dalla stanza oppure comunicare a chi vive con te che sarai disponibile tra poco. Una frase concreta, come «Mi prendo questi dieci minuti e poi ne parliamo», chiarisce il confine meglio di una richiesta generica di non essere disturbato.

Con bambini piccoli, persone da assistere o lavori che comportano reperibilità, il confine potrebbe restare parziale. In questi casi conviene predisporre una pratica interrompibile e scegliere, quando possibile, un momento in cui qualcun altro può occuparsi delle richieste. Se l’interruzione arriva, fermarsi per rispondere a una necessità reale non annulla il tempo già dedicato a sé. Puoi riprendere da dove eri, se ha senso, oppure considerare conclusa la pratica per quel giorno.

Decidere prima che cosa fare

Una parte del tempo personale si perde spesso nella scelta: quale video aprire, quali esercizi fare, quanto impegnarsi. Per evitarlo, prepara due o tre opzioni adatte a situazioni diverse. Per esempio, una pratica di movimenti dolci quando desideri scioglierti, una pausa da seduto quando non puoi usare il tappetino, oppure qualche minuto di respirazione tranquilla quando hai bisogno soprattutto di fermarti. Non serve che ogni sessione contenga tutto: un obiettivo semplice permette di cominciare senza negoziare ogni volta con te stesso.

Lascia anche un piccolo margine per iniziare e terminare. Se hai solo dieci minuti disponibili, una sequenza che ne richiede esattamente dieci senza considerare il passaggio dall’attività precedente rischia di farti sentire già in ritardo. Meglio una pratica essenziale che puoi chiudere con calma. Se un movimento provoca dolore o disagio, modificalo o interrompilo: proteggere il tempo per sé non significa dover portare a termine una sequenza a ogni costo.

Quando la giornata non concede dieci minuti

Ci saranno giorni in cui il momento scelto salterà. Puoi prevedere un’alternativa, senza trasformarla in un obbligo da recuperare: una pausa più breve, qualche movimento durante una transizione oppure il semplice gesto di sederti e notare come stai. Questa flessibilità aiuta a mantenere uno spazio personale anche quando la routine cambia. Non è necessario sommare i minuti mancati il giorno dopo.

Se la pratica viene interrotta quasi sempre, guarda il contesto prima di attribuirti una mancanza di disciplina. Forse l’orario coincide con richieste prevedibili, il luogo è troppo esposto o l’attività scelta richiede più preparazione di quanto sembri. Cambia un elemento per volta e osserva se funziona meglio. Il tempo della pratica è protetto quando può entrare nella tua vita reale, non quando riesci a difenderlo soltanto nelle giornate senza imprevisti.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.