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Nella sfinge gli avambracci sostengono il busto: trovare un’altezza confortevole

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 08/11/2026 15:20
Nella sfinge gli avambracci sostengono il busto: trovare un’altezza confortevole

Nella sfinge gli avambracci sostengono il busto: trovare un’altezza confortevole

Nella posizione della sfinge non serve sollevare il busto il più possibile: l’altezza giusta è quella in cui gli avambracci sostengono il peso senza creare una pressione sgradevole nella zona lombare. Parti con i gomiti vicini alla linea delle spalle, poi spostali leggermente in avanti se vuoi ridurre l’estensione della schiena. Se anche così non trovi agio, abbassati o esci dalla posizione.

Partire dagli avambracci, non dall’altezza del petto

Sdraiati a pancia in giù e appoggia gli avambracci a terra, con i palmi rivolti verso il basso. Lascia che le gambe si distendano dietro di te senza cercare di irrigidirle. Porta inizialmente i gomiti all’incirca sotto le spalle: è un punto di partenza, non una misura da mantenere a ogni costo. Il torace si solleva grazie all’appoggio degli avambracci, mentre spalle e collo possono restare il più possibile liberi.

Distribuisci il peso lungo gli avambracci, invece di premere soltanto sui gomiti o di spingere con forza sulle mani. Osserva se le spalle salgono verso le orecchie: in quel caso alleggerisci la spinta e lascia più spazio al collo. Tieni lo sguardo davanti a te o lievemente verso il basso, senza rovesciare la testa all’indietro per aumentare artificialmente l’arco della schiena.

Come regolare la distanza dei gomiti

Se con i gomiti sotto le spalle senti la curva lombare troppo intensa, fai scivolare entrambi gli avambracci un poco in avanti. Il busto si abbasserà e l’estensione diventerà generalmente meno marcata. Procedi per piccoli spostamenti: fermati, respira normalmente e verifica come cambia la sensazione prima di modificare ancora l’appoggio. Non occorre raggiungere una distanza prestabilita, perché proporzioni corporee e mobilità cambiano da persona a persona.

Portare i gomiti più indietro può alzare il petto, ma non è un obiettivo né un segno che la posizione sia eseguita meglio. Se per restare sollevato devi trattenere il respiro, contrarre i glutei con forza o sopportare una compressione nella parte bassa della schiena, torna a un appoggio più avanzato. Anche l’ampiezza tra i gomiti può essere adattata leggermente: cerca una base stabile che non costringa spalle e polsi.

Qui l’attenzione è sull’altezza sostenuta dagli avambracci. Se vuoi distinguere questo appoggio da quello sulle mani, trovi un approfondimento sulle differenze di appoggio tra sfinge e cobra.

Ascoltare la zona lombare e sapere quando abbassarsi

Una lieve sensazione di lavoro lungo la parte anteriore del corpo o nella schiena può accompagnare la posizione; un dolore netto, una pressione che aumenta o una sensazione che si irradia non vanno invece ignorati. Il controllo più utile è semplice: riesci a respirare senza sforzo e a mantenere la posizione senza difenderti irrigidendo tutto il corpo? Se la risposta è no, riduci l’altezza.

Per abbassarti, porta i gomiti più avanti oppure appoggia lentamente il torace a terra. Puoi anche girare la testa di lato e riposare per qualche respiro in posizione prona, se ti è comodo. Non insistere per abituare la zona lombare a un fastidio: uscire dalla sfinge è una regolazione valida quanto spostare gli avambracci.

Se hai un problema alla schiena, sei in fase di recupero o il movimento provoca dolore persistente, evita di usare questa posizione come esercizio correttivo improvvisato e chiedi indicazioni a un professionista qualificato. Nella pratica ordinaria, invece, lascia che sia la qualità del sostegno — non l’altezza raggiunta — a guidare ogni aggiustamento.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.