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Come terminare una meditazione e tornare alle attività quotidiane

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 06/11/2026 18:34
Come terminare una meditazione e tornare alle attività quotidiane

Per terminare una meditazione, non serve interrompere bruscamente né aspettare di sentirsi completamente rilassati. Smetti di seguire la pratica, nota il contatto del corpo con la sedia o il pavimento, ascolta i suoni intorno a te e apri gli occhi quando ti senti pronto. Prima di alzarti, scegli la prima attività concreta che farai. Il passaggio può richiedere più gradualità se avverti sonnolenza, stordimento o agitazione.

Come chiudere la pratica, passo dopo passo

Se stai usando un timer, lascia che il segnale indichi la fine dell’esercizio, non l’obbligo di scattare in piedi. Se invece mediti senza timer, decidi consapevolmente di concludere e smetti di riportare l’attenzione al respiro, a un suono o all’oggetto che hai scelto per la pratica. Puoi fare ancora un respiro naturale, senza cercare di modificarlo: è un modo semplice per riconoscere il passaggio, non una tecnica da eseguire alla perfezione.

Porta poi l’attenzione a qualcosa di stabile e presente: il peso del corpo sul supporto, i piedi a terra, le mani appoggiate. Nota uno o due suoni nell’ambiente e, se avevi gli occhi chiusi, aprili con calma. Guarda dove ti trovi e lascia che lo sguardo si posi su un oggetto vicino. Se ti aiuta, muovi lentamente le dita, le spalle o il collo, senza forzare. La sequenza serve a ritrovare orientamento, non a produrre una particolare sensazione di benessere.

Infine verifica come stai prima di alzarti. Se sei seduto a terra da un po’, cambia posizione e mettiti in piedi con gradualità, soprattutto se le gambe sono intorpidite. Non occorre prolungare la meditazione per fare tutto nel modo giusto: anche pochi gesti deliberati possono rendere più chiaro il confine tra la pratica e ciò che viene dopo.

Come passare alla prima attività della giornata

Scegli un’azione specifica e vicina, anziché pensare subito all’intero elenco degli impegni. Può essere bere un bicchiere d’acqua, preparare la colazione, aprire il documento su cui devi lavorare o indossare le scarpe per uscire. Dire mentalmente «adesso faccio questo» aiuta a trasformare la chiusura della meditazione in un passaggio pratico. Non devi mantenere la stessa attenzione per tutta la giornata: basta iniziare l’attività che hai scelto.

Se dopo la pratica devi guidare, usare strumenti o prendere una decisione impegnativa, controlla di essere vigile e orientato prima di cominciare. Se ti senti ancora assonnato, alzati, cammina un poco e riprendi contatto con l’ambiente; non usare la sensazione di calma come prova automatica di lucidità. Al contrario, se il tempo è poco, evita di trasformare la chiusura in un rituale lungo: orientarti nella stanza e individuare il prossimo gesto è sufficiente.

Se emergono agitazione, sonnolenza o difficoltà a staccare

Non tutte le meditazioni finiscono con una sensazione piacevole. Se noti agitazione, non cercare di scacciarla con un’altra serie di esercizi: puoi tenere gli occhi aperti, sentire i piedi sul pavimento e nominare mentalmente alcuni oggetti che vedi. Se ti senti emotivamente sopraffatto, interrompi la pratica e rivolgiti a una persona di fiducia o a un professionista se il disagio è intenso o ricorrente. La meditazione non sostituisce un supporto sanitario.

La sonnolenza richiede una risposta diversa: luce, movimento leggero e un’attività ordinaria possono aiutarti a tornare vigile. Se invece vorresti restare seduto perché temi di «perdere» la calma, prova a distinguere la fine della sessione dalla fine dei suoi effetti: non è necessario trattenere uno stato mentale. Puoi iniziare un compito semplice anche se i pensieri sono tornati rumorosi.

Un errore frequente è giudicare la meditazione in base a come ci si sente nell’ultimo istante. Una mente distratta, un’emozione difficile o la fretta di riprendere gli impegni non annullano la pratica. Chiudere significa riconoscere ciò che c’è, orientarsi nel presente e scegliere il passo successivo. Se questa transizione ti risulta spesso scomoda, puoi prevedere prima di iniziare un momento senza richieste immediate dopo la sessione, anche breve, invece di aggiungere nuove regole da rispettare.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.