Simply YogaYoga quotidiano, benessere autentico

Come contare i respiri durante la meditazione e ricominciare se ti distrai

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 02/11/2026 20:54
Come contare i respiri durante la meditazione e ricominciare se ti distrai

Come contare i respiri durante la meditazione e ricominciare se ti distrai

Per contare i respiri durante la meditazione, scegli un punto in cui sentirli — per esempio le narici o il movimento dell’addome — e assegna un numero a ogni ciclo completo di inspirazione ed espirazione. Arriva fino a dieci, poi torna a uno. Se ti distrai o non ricordi più il numero, riparti da uno al respiro successivo: non serve ricostruire il conto né considerare l’interruzione un errore.

Come impostare il conteggio senza modificare il respiro

Siediti in una posizione abbastanza comoda da poter restare fermo per qualche minuto, senza cercare una postura perfetta. Lascia gli occhi chiusi o socchiusi e nota dove il respiro si percepisce più chiaramente. Può essere l’aria che entra ed esce dal naso, il torace che si muove oppure l’addome che si solleva e si abbassa. Scegli un solo punto come riferimento, così hai qualcosa di semplice a cui tornare quando l’attenzione vaga.

Conta mentalmente «uno» alla fine della prima espirazione, «due» alla fine della seconda e così via fino a «dieci». Dopo dieci, ricomincia da uno. Contare alla fine dell’espirazione aiuta a dare un numero a ciascun respiro completo; se per te è più intuitivo contare all’inspirazione, va bene lo stesso. L’importante è mantenere una regola costante durante la pratica, senza contare inspirazione ed espirazione come due respiri diversi.

Il numero è un appoggio per l’attenzione, non un obiettivo da raggiungere. Non trattenere l’aria per trovare il numero giusto e non rallentare o approfondire volontariamente il respiro per «farlo meglio». Lascia che il ritmo sia spontaneo, anche se cambia. Se stai iniziando, puoi dedicare alla pratica pochi minuti: è più utile capire come seguire e ritrovare un respiro che sforzarsi di completare molti cicli senza interruzioni.

Cosa fare appena ti accorgi di esserti distratto

Potresti notare che stai pensando a un impegno, ascoltando un rumore o contando meccanicamente mentre la mente è altrove. Quando te ne accorgi, riconosci brevemente che l’attenzione si è spostata, senti di nuovo il respiro e riparti da uno. Non occorre tornare al punto in cui credi di aver perso il filo: indovinare se eri a sei o a sette aggiunge un altro compito alla pratica.

Può capitare di arrivare a quindici senza accorgersi di aver superato dieci. Anche in quel caso, quando lo noti, ricomincia da uno. Se invece ricordi il numero ma ti sei distratto per un momento, puoi scegliere di ripartire comunque: una regola semplice evita di negoziare ogni volta con te stesso. Il passaggio importante non è mantenere un conteggio impeccabile, ma riconoscere la distrazione e riportare l’attenzione al respiro.

Evita di giudicare la seduta dal numero di volte in cui ricominci. Distrarsi fa parte dell’esperienza, soprattutto nei giorni in cui sei stanco o hai molti pensieri. Un ritorno tranquillo al respiro è già un gesto di attenzione. Se compare frustrazione, puoi notare anche quella, senza doverla eliminare prima di riprendere a contare.

Se contare diventa faticoso o ti fa perdere il respiro

A volte il conteggio occupa tutta l’attenzione: ti ritrovi a controllare i numeri, ad aspettare l’espirazione o a respirare in modo meno naturale. In quel caso semplifica. Puoi contare soltanto da uno a cinque e ripartire, oppure lasciare per qualche respiro i numeri e osservare la sensazione dell’aria o del movimento del corpo. Quando il respiro torna a essere un riferimento facile da seguire, puoi riprendere il conteggio.

Se senti disagio, capogiro o la sensazione di dover forzare l’aria, interrompi l’esercizio e torna a respirare normalmente. Contare i respiri non richiede apnee, respiri profondi né il controllo del ritmo. Puoi anche aprire gli occhi e appoggiare l’attenzione su ciò che vedi o senti intorno a te. La tecnica serve a orientare l’attenzione: se in quel momento non ti aiuta, non c’è bisogno di insistere.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.