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Posizione della sfinge: come sostenere gli avambracci

Elena Ferridi Elena Ferri· 26/10/2026 14:17
Posizione della sfinge: come sostenere gli avambracci

Nella posizione della sfinge gli avambracci sostengono il busto: appoggiali a terra paralleli, con i gomiti circa sotto le spalle, e distribuisci il peso lungo tutto l’avambraccio invece di scaricarlo soltanto sui gomiti. La posizione è utile se riesci a mantenere collo e zona lombare comodi; non serve sollevare il petto il più possibile. Se l’appoggio dà fastidio, modifica la distanza dei gomiti o aggiungi un sostegno prima di insistere.

Dove mettere gomiti, avambracci e mani

Sdraiati a pancia in giù, con le gambe distese e il dorso dei piedi appoggiato al tappetino. Porta i gomiti vicino ai lati del torace, indicativamente sotto le spalle, e orienta gli avambracci in avanti. Le mani possono restare aperte, con i palmi a terra e le dita distese senza irrigidirle. Solleva il torace quanto basta per trovare una lieve estensione della schiena, lasciando il bacino appoggiato.

Considera l’allineamento dei gomiti un punto di partenza, non una misura obbligatoria. Se con i gomiti esattamente sotto le spalle senti troppa compressione nella zona lombare, prova a spostarli un poco più avanti: il busto si abbassa e l’estensione tende a diventare meno intensa. Mantieni invece i gomiti a una larghezza che permetta alle spalle di stare comode, senza stringerli a forza contro le costole né allargarli tanto da perdere un appoggio stabile.

Gli avambracci non devono per forza toccarsi o convergere verso il centro. Prova a tenerli approssimativamente paralleli e verifica che entrambe le braccia partecipino al sostegno. Se una spalla sale verso l’orecchio o un gomito riceve molto più peso dell’altro, abbassa leggermente il torace e riposiziona le braccia. Una piccola correzione dell’appoggio è spesso più utile che spingere di più con le mani.

Come distribuire il peso senza irrigidire spalle e collo

Premi con delicatezza avambracci e palmi nel tappetino, percependo il contatto anche nella parte vicina ai polsi. Questo aiuta a sostenere il petto senza «appendersi» alle articolazioni dei gomiti. Mantieni le spalle lontane dalle orecchie, ma evita di tirare le scapole indietro con forza: cerca piuttosto spazio tra collo e spalle mentre lo sterno si orienta in avanti.

La testa segue la linea del collo. Guarda davanti a te e leggermente verso il basso, senza rovesciare il capo all’indietro per aumentare l’arco. Respira normalmente e controlla se riesci a lasciare morbidi mandibola e glutei. Se per restare sollevato devi bloccare il respiro o contrarre tutto il corpo, riduci l’altezza: nella sfinge un appoggio efficace rende la posizione sostenibile, non faticosa a ogni costo.

Quando usare un sostegno sotto gli avambracci

Se il pavimento preme in modo sgradevole sui gomiti, metti una coperta piegata sotto entrambi gli avambracci, non soltanto sotto un gomito. Stendila in modo che offra una superficie uniforme e non crei un bordo duro proprio sotto l’articolazione. Anche un tappetino più confortevole può aiutare, purché l’appoggio rimanga stabile e le braccia non scivolino verso l’esterno.

Il sostegno serve ad attenuare la pressione sul punto di contatto, non a obbligarti a sollevare maggiormente il busto. Dopo averlo sistemato, ricontrolla la posizione dei gomiti e la sensazione nella schiena: lo spessore aggiunto può cambiare l’angolo delle spalle. Se avverti formicolio, intorpidimento o dolore a gomiti, spalle o schiena, esci dalla posizione e non cercare di «resistere» sul supporto. In presenza di un problema già noto o di sintomi persistenti, chiedi indicazioni a un professionista qualificato prima di riprovare.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena racconta il movimento consapevole attraverso esercizi dolci per la mobilità e la flessibilità. Nei suoi testi invita a procedere per gradi, a notare il respiro e a scegliere gesti compatibili con le energie del momento. Si interessa alle abitudini che aiutano a interrompere la sedentarietà e a trovare un equilibrio più sereno tra attività e riposo.