Saluto alla luna: una sequenza da conoscere passo dopo passo

Il Saluto alla luna, o Chandra Namaskar, è una sequenza di yoga che alterna movimenti laterali, aperture e piegamenti coordinati al respiro. Non esiste una versione unica: quella descritta qui parte dal centro del tappetino, si sposta verso un lato e torna al centro, poi si ripete dall’altro. Eseguila lentamente, senza cercare un’ampiezza di movimento che ti costringa a trattenere il respiro.
Prima di iniziare: spazio, ritmo e punti di riferimento
Disponi il tappetino in orizzontale rispetto a te: avrai bisogno di spazio per allargare i piedi. Parti in piedi al centro, con le braccia lungo i fianchi e il peso distribuito sulle piante dei piedi. Fai qualche respiro tranquillo e scegli un ritmo che ti permetta di riconoscere ogni posizione. Puoi associare un movimento a un’inspirazione o a un’espirazione, ma non serve forzare una corrispondenza perfetta: se perdi il ritmo, fermati per un respiro e riprendi.
La sequenza seguente usa posizioni comuni, ma i nomi e l’ordine possono cambiare da una scuola all’altra. Considerala un percorso da imparare, non una formula obbligatoria. Tieni le ginocchia morbide nei piegamenti e riduci l’escursione se senti fastidio alle articolazioni. Un leggero lavoro muscolare è normale; dolore acuto, capogiri o difficoltà a respirare sono invece segnali per interrompere la pratica.
La sequenza passo dopo passo, dal centro verso destra
- Posizione iniziale. Stai al centro con i piedi comodi e unisci le mani davanti al petto. Lascia scendere le spalle e senti il contatto dei piedi con il pavimento.
- Allungamento verso l’alto. Inspirando, solleva le braccia. Allungati senza comprimere la zona lombare: lo sterno sale, mentre le costole non si spingono in avanti. Se il collo è sensibile, mantieni lo sguardo davanti a te.
- Mezzaluna laterale. Espirando, inclina il busto verso destra. Cerca lunghezza lungo entrambi i fianchi invece di cedere con il peso sulla vita. Torna al centro inspirando.
- Posizione della dea. Fai un passo ampio verso destra, ruota leggermente le punte dei piedi verso l’esterno e piega le ginocchia quanto è comodo. Apri le braccia con i gomiti piegati oppure tieni le mani sui fianchi. Mantieni le ginocchia orientate nella direzione delle punte dei piedi.
- Triangolo verso destra. Distendi le gambe senza bloccare le ginocchia. Orienta il piede destro verso destra, allunga il busto sopra la gamba destra e posa la mano sulla coscia o sulla tibia, senza fare leva sul ginocchio. L’altro braccio può salire o restare sul fianco; guarda in una direzione comoda per il collo.
- Affondo laterale. Torna con il busto al centro, piega il ginocchio destro e sposta gradualmente il peso a destra, lasciando la gamba sinistra più distesa. Puoi appoggiare le mani sulle cosce per sostenerti. Non è necessario scendere molto: il tallone destro deve restare stabile e il ginocchio deve seguire la direzione del piede.
- Ritorno al centro. Raddrizza lentamente la gamba destra, riporta i piedi in una posizione ampia e ripassa dalla dea. Poi avvicina i piedi, solleva le braccia inspirando e riporta le mani davanti al petto espirando.
Questo percorso costituisce un lato della sequenza. Prima di ripartire, nota se il respiro è ancora regolare: una pausa al centro è parte della pratica, non un errore. Se nei passaggi verso il triangolo o l’affondo perdi stabilità, accorcia la distanza tra i piedi e usa un blocco da yoga come appoggio, senza piegarti più in basso per raggiungerlo.
Ripeti a sinistra e adatta i movimenti
Per completare un ciclo, ripeti gli stessi passaggi a sinistra: inclinazione laterale a sinistra, passo ampio, dea, triangolo con il piede sinistro orientato verso sinistra, affondo laterale sulla gamba sinistra e ritorno al centro. Puoi fermarti dopo un ciclo oppure ripeterlo finché riesci a mantenere movimenti controllati. La qualità del gesto conta più del numero di ripetizioni.
Se l’equilibrio è incerto, pratica vicino a una parete e tieni le mani sui fianchi nei passaggi in piedi. Se le ginocchia non gradiscono l’affondo laterale, riduci il piegamento o limitati a spostare lievemente il peso da un piede all’altro. Nel triangolo, appoggiare la mano più in alto sulla gamba aiuta a evitare che il busto collassi. In caso di condizioni fisiche che limitano il movimento o di dolore persistente, chiedi indicazioni a un insegnante qualificato o a un professionista sanitario prima di provare la sequenza.
Gli errori che rendono la sequenza meno fluida
L’errore più frequente è inseguire la forma finale delle posizioni: piegarsi molto nella mezzaluna, scendere troppo nella dea o cercare il pavimento nel triangolo. Così è facile perdere l’appoggio dei piedi e interrompere il respiro. È più utile lavorare con movimenti piccoli, controllando che le ginocchia non cedano verso l’interno e che il collo rimanga comodo.
Evita anche di passare da un lato all’altro in fretta. Il Saluto alla luna può essere una pratica lenta, ma questo non significa restare immobili o irrigidirsi: lascia che ogni respiro accompagni il movimento successivo. Al termine, rimani qualche istante in piedi al centro del tappetino e osserva se i due lati hanno richiesto adattamenti diversi. Non occorre renderli identici; puoi usare appoggi e ampiezze differenti per muoverti con maggiore stabilità.

