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Saluto alla luna: una sequenza da conoscere passo dopo passo

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 27/10/2026 14:50
Saluto alla luna: una sequenza da conoscere passo dopo passo

Il Saluto alla luna, o Chandra Namaskar, è una sequenza di yoga che alterna movimenti laterali, aperture e piegamenti coordinati al respiro. Non esiste una versione unica: quella descritta qui parte dal centro del tappetino, si sposta verso un lato e torna al centro, poi si ripete dall’altro. Eseguila lentamente, senza cercare un’ampiezza di movimento che ti costringa a trattenere il respiro.

Prima di iniziare: spazio, ritmo e punti di riferimento

Disponi il tappetino in orizzontale rispetto a te: avrai bisogno di spazio per allargare i piedi. Parti in piedi al centro, con le braccia lungo i fianchi e il peso distribuito sulle piante dei piedi. Fai qualche respiro tranquillo e scegli un ritmo che ti permetta di riconoscere ogni posizione. Puoi associare un movimento a un’inspirazione o a un’espirazione, ma non serve forzare una corrispondenza perfetta: se perdi il ritmo, fermati per un respiro e riprendi.

La sequenza seguente usa posizioni comuni, ma i nomi e l’ordine possono cambiare da una scuola all’altra. Considerala un percorso da imparare, non una formula obbligatoria. Tieni le ginocchia morbide nei piegamenti e riduci l’escursione se senti fastidio alle articolazioni. Un leggero lavoro muscolare è normale; dolore acuto, capogiri o difficoltà a respirare sono invece segnali per interrompere la pratica.

La sequenza passo dopo passo, dal centro verso destra

  1. Posizione iniziale. Stai al centro con i piedi comodi e unisci le mani davanti al petto. Lascia scendere le spalle e senti il contatto dei piedi con il pavimento.
  2. Allungamento verso l’alto. Inspirando, solleva le braccia. Allungati senza comprimere la zona lombare: lo sterno sale, mentre le costole non si spingono in avanti. Se il collo è sensibile, mantieni lo sguardo davanti a te.
  3. Mezzaluna laterale. Espirando, inclina il busto verso destra. Cerca lunghezza lungo entrambi i fianchi invece di cedere con il peso sulla vita. Torna al centro inspirando.
  4. Posizione della dea. Fai un passo ampio verso destra, ruota leggermente le punte dei piedi verso l’esterno e piega le ginocchia quanto è comodo. Apri le braccia con i gomiti piegati oppure tieni le mani sui fianchi. Mantieni le ginocchia orientate nella direzione delle punte dei piedi.
  5. Triangolo verso destra. Distendi le gambe senza bloccare le ginocchia. Orienta il piede destro verso destra, allunga il busto sopra la gamba destra e posa la mano sulla coscia o sulla tibia, senza fare leva sul ginocchio. L’altro braccio può salire o restare sul fianco; guarda in una direzione comoda per il collo.
  6. Affondo laterale. Torna con il busto al centro, piega il ginocchio destro e sposta gradualmente il peso a destra, lasciando la gamba sinistra più distesa. Puoi appoggiare le mani sulle cosce per sostenerti. Non è necessario scendere molto: il tallone destro deve restare stabile e il ginocchio deve seguire la direzione del piede.
  7. Ritorno al centro. Raddrizza lentamente la gamba destra, riporta i piedi in una posizione ampia e ripassa dalla dea. Poi avvicina i piedi, solleva le braccia inspirando e riporta le mani davanti al petto espirando.

Questo percorso costituisce un lato della sequenza. Prima di ripartire, nota se il respiro è ancora regolare: una pausa al centro è parte della pratica, non un errore. Se nei passaggi verso il triangolo o l’affondo perdi stabilità, accorcia la distanza tra i piedi e usa un blocco da yoga come appoggio, senza piegarti più in basso per raggiungerlo.

Ripeti a sinistra e adatta i movimenti

Per completare un ciclo, ripeti gli stessi passaggi a sinistra: inclinazione laterale a sinistra, passo ampio, dea, triangolo con il piede sinistro orientato verso sinistra, affondo laterale sulla gamba sinistra e ritorno al centro. Puoi fermarti dopo un ciclo oppure ripeterlo finché riesci a mantenere movimenti controllati. La qualità del gesto conta più del numero di ripetizioni.

Se l’equilibrio è incerto, pratica vicino a una parete e tieni le mani sui fianchi nei passaggi in piedi. Se le ginocchia non gradiscono l’affondo laterale, riduci il piegamento o limitati a spostare lievemente il peso da un piede all’altro. Nel triangolo, appoggiare la mano più in alto sulla gamba aiuta a evitare che il busto collassi. In caso di condizioni fisiche che limitano il movimento o di dolore persistente, chiedi indicazioni a un insegnante qualificato o a un professionista sanitario prima di provare la sequenza.

Gli errori che rendono la sequenza meno fluida

L’errore più frequente è inseguire la forma finale delle posizioni: piegarsi molto nella mezzaluna, scendere troppo nella dea o cercare il pavimento nel triangolo. Così è facile perdere l’appoggio dei piedi e interrompere il respiro. È più utile lavorare con movimenti piccoli, controllando che le ginocchia non cedano verso l’interno e che il collo rimanga comodo.

Evita anche di passare da un lato all’altro in fretta. Il Saluto alla luna può essere una pratica lenta, ma questo non significa restare immobili o irrigidirsi: lascia che ogni respiro accompagni il movimento successivo. Al termine, rimani qualche istante in piedi al centro del tappetino e osserva se i due lati hanno richiesto adattamenti diversi. Non occorre renderli identici; puoi usare appoggi e ampiezze differenti per muoverti con maggiore stabilità.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.