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Yoga in piedi senza tappetino: una sequenza breve e prudente

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 31/10/2026 17:35
Yoga in piedi senza tappetino: una sequenza breve e prudente

Puoi fare yoga in piedi senza tappetino se hai un pavimento stabile, spazio per muovere le braccia e, se serve, una parete o una sedia robusta a portata di mano. La sequenza qui sotto usa movimenti lenti e non richiede di scendere a terra: cerca una respirazione comoda e riduci subito l'ampiezza di qualsiasi posizione che ti faccia perdere stabilità.

Prepara uno spazio in cui puoi fermarti facilmente

Scegli una superficie piana e non scivolosa. Evita tappeti mobili, pavimenti bagnati e zone ingombre: anche un piccolo passo all'indietro deve poter essere fatto senza urtare oggetti. Puoi stare a piedi nudi se il pavimento offre presa, oppure indossare scarpe comode e stabili; le calze lisce, invece, possono scivolare. Tieni vicino una sedia che non si muova quando la tocchi, oppure esercitati accanto a una parete.

Prima di iniziare, resta in piedi con i piedi distanti circa quanto ti è comodo per sentirti saldo. Lascia le ginocchia morbide, senza bloccarle, e distribuisci il peso tra i due piedi. Non occorre mantenere una postura rigida: l'obiettivo è poterti muovere e tornare alla posizione iniziale senza fretta. Se oggi stare in piedi è faticoso, puoi eseguire soltanto i movimenti delle spalle e delle braccia, anche da seduto.

La sequenza: movimenti lenti, senza scendere a terra

1. Respiro e spalle. Con le braccia lungo i fianchi, inspira ed espira naturalmente per alcuni respiri. Poi solleva lentamente le spalle verso le orecchie e lasciale scendere. Ripeti qualche volta, senza cercare di sincronizzare il respiro a tutti i costi. Mantieni lo sguardo davanti a te e nota se stai stringendo la mandibola o trattenendo l'aria.

2. Braccia verso l'alto. Inspirando, porta le braccia in avanti e poi verso l'alto, fin dove le spalle restano comode. Espirando, riabbassale con controllo. Se sollevare entrambe le braccia altera l'equilibrio, muovine una alla volta e tieni l'altra mano sulla sedia o alla parete. Non è necessario portare i palmi a contatto né inarcare la schiena per salire più in alto.

3. Inclinazioni laterali leggere. Appoggia una mano sul fianco o a un sostegno stabile. Porta l'altro braccio verso l'alto, oppure lascialo lungo il corpo, e inclina appena il busto dal lato opposto. Il movimento è piccolo: pensa ad allungare un fianco senza spingere il bacino fuori asse. Torna al centro e prova dall'altro lato. Mantieni entrambi i piedi a terra e interrompi l'inclinazione se senti compressione o dolore.

4. Piegamento dalle anche. Con le mani sui fianchi o sulla sedia davanti a te, porta il bacino leggermente indietro e inclina il busto in avanti, piegando un poco le ginocchia. Fermati quando riesci ancora a mantenere il movimento sotto controllo e il collo rilassato. Non devi toccare i piedi: torna in posizione eretta spingendo con calma sui piedi ed evitando di sollevarti di scatto. Se chinarti provoca capogiri, salta questo passaggio.

5. Trasferimento del peso. Torna in posizione comoda e, con una mano vicino al sostegno, sposta lentamente un po' di peso su un piede e poi sull'altro. I piedi possono rimanere sempre a terra. Se ti senti stabile, prova a sollevare appena un tallone per volta, senza trasformare l'esercizio in una prova di equilibrio. Concludi fermandoti con il peso distribuito sui due piedi e osservando se il respiro è tranquillo.

Come adattarla senza forzare l'equilibrio

La sequenza può essere fatta anche solo in parte: puoi ripetere i movimenti che risultano comodi e omettere gli altri. Usa la sedia come appoggio reale, non soltanto come precauzione simbolica, se senti che ti aiuta. Per rendere più semplice un passaggio, riduci l'ampiezza del movimento, tieni i piedi più distanti oppure lascia le braccia basse. Non chiudere gli occhi durante gli spostamenti di peso se questo ti rende meno stabile.

Una sensazione di lieve lavoro muscolare è diversa da dolore, vertigini o mancanza d'aria. Se compaiono questi segnali, fermati e mettiti in una posizione sicura; non tentare di completare la sequenza. Se hai limitazioni importanti, cadute recenti o indicazioni cliniche sui movimenti da evitare, chiedi a un professionista qualificato come adattare la pratica alla tua situazione. La versione più utile è quella che riesci a eseguire con controllo, non quella con le posizioni più ampie.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.