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Una pratica di yoga da otto minuti nei giorni pieni: come scegliere cosa tenere

Elena Ferridi Elena Ferri· 07/11/2026 19:48
Una pratica di yoga da otto minuti nei giorni pieni: come scegliere cosa tenere

Una pratica di yoga da otto minuti nei giorni pieni: come scegliere cosa tenere

In otto minuti conviene tenere tre cose: un momento per arrivare sul tappetino, pochi movimenti scelti per il bisogno di oggi e una chiusura che permetta di notare come ci si sente. Non serve comprimere una lezione completa. La pratica funziona meglio se è semplice da ricordare e se lascia il tempo di muoversi senza fretta.

Decidi cosa ti serve prima di scegliere le posizioni

Quando la giornata è piena, la tentazione è cercare una sequenza che faccia tutto: sciolga la schiena, dia energia, calmi la mente e migliori la mobilità. In pochi minuti è più utile scegliere una priorità. Se sei rimasto seduto a lungo, potresti voler cambiare posizione e muovere dolcemente colonna e anche. Se ti senti agitato, potresti preferire movimenti lenti, con pause sufficienti per seguire il respiro. Se hai poca energia, può bastare una breve sequenza in piedi.

La domanda pratica è: «Di cosa ho bisogno per passare meglio al momento successivo della giornata?». La risposta non deve essere ambiziosa. Può essere alzarsi dalla sedia, distendere il corpo con agio o fermarsi un istante. Scegliere un obiettivo rende più facile lasciare fuori le posizioni che oggi aggiungerebbero complessità, senza per questo far sembrare la pratica incompleta.

Apri la pratica senza consumare il tempo a prepararti

Dedica l’inizio a una posizione comoda, seduta o in piedi. Appoggia i piedi, nota dove distribuisci il peso e osserva qualche respiro naturale. Non occorre respirare più profondamente del solito né raggiungere subito uno stato di calma: questo passaggio serve a capire da dove parti. Anche chi pratica abitualmente può scoprire così che oggi un movimento familiare richiede meno ampiezza o un ritmo diverso.

Prepara una versione che non dipenda da condizioni perfette. Il tappetino è utile, ma per una pratica in piedi può bastare uno spazio libero e stabile; se scegli movimenti a terra, usa una superficie che non scivoli. Tieni vicino soltanto ciò che sai di usare, come una sedia solida per appoggiarti. Più preparativi richiedi a questi otto minuti, più è facile rimandarli.

Tieni pochi movimenti e lascia spazio alle transizioni

Una sequenza essenziale può seguire un ordine facile da ricordare: un movimento che mobilizza, uno che coinvolge il corpo in piedi e uno che riporta a un ritmo tranquillo. Per esempio, puoi iniziare in quadrupedia alternando con delicatezza l’arrotondamento e l’estensione della schiena, alzarti per qualche piegamento leggero delle ginocchia con i piedi ben appoggiati, poi tornare in piedi e sollevare e abbassare le braccia seguendo un respiro confortevole. Le transizioni fanno parte della pratica: non devi accelerarle per inserire un’altra posizione.

Questo è un esempio, non una lista obbligatoria. Se passare dal pavimento alla posizione eretta è scomodo o richiede troppo tempo, resta in piedi: alterna piccoli movimenti di spalle e busto a una posizione stabile, con le mani appoggiate a una sedia se serve. Se invece vuoi rimanere a terra, scegli due o tre movimenti che puoi collegare senza continui cambi di assetto. Riduci l’ampiezza o fermati se compare dolore; non forzare articolazioni e respiro per seguire la sequenza prevista.

Per decidere cosa tagliare, elimina prima le ripetizioni superflue, le posizioni che richiedono molte istruzioni e quelle che oggi ti fanno trattenere il fiato. Non tagliare automaticamente l’inizio o la fine per guadagnare un movimento in più. Una pratica breve non è una gara di posizioni: la continuità nasce anche dal poterla ripetere nei giorni difficili.

Chiudi in modo da poter riprendere la giornata

Lascia l’ultimo momento per fermarti in una posizione comoda e notare il contatto dei piedi o del corpo con il suolo. Puoi osservare se il respiro è cambiato e se c’è una zona che ora senti più libera, più affaticata o semplicemente uguale a prima. Non devi ottenere una sensazione particolare: la chiusura serve a non passare bruscamente dall’ultimo movimento alla prossima incombenza.

Se spesso non riesci a completare gli otto minuti, non aggiungere velocità: semplifica la sequenza prima di cominciare. Tieni apertura, un solo movimento adatto a oggi e chiusura. Nei giorni pieni, scegliere cosa lasciare fuori è parte della pratica quanto scegliere cosa fare.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena racconta il movimento consapevole attraverso esercizi dolci per la mobilità e la flessibilità. Nei suoi testi invita a procedere per gradi, a notare il respiro e a scegliere gesti compatibili con le energie del momento. Si interessa alle abitudini che aiutano a interrompere la sedentarietà e a trovare un equilibrio più sereno tra attività e riposo.