Simply YogaYoga quotidiano, benessere autentico

Come concludere la sessione con un momento di quiete

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 27/10/2026 20:21
Come concludere la sessione con un momento di quiete

Per concludere una sessione di yoga con un momento di quiete, rallenta gli ultimi movimenti, sistemati in una posizione comoda e resta per qualche minuto senza cercare di ottenere un risultato. Lascia che il respiro trovi il proprio ritmo, poi torna a muoverti gradualmente. La condizione principale è il comfort: la quiete non richiede di restare immobili in una posizione che provoca dolore o disagio.

Prepara il passaggio dalla pratica al riposo

Evita di interrompere bruscamente una sequenza dinamica per sdraiarti subito. Riduci prima l'intensità: scegli movimenti semplici e lenti, oppure fermati in una posizione stabile che ti permetta di osservare come stai. Questo passaggio aiuta a distinguere la fine dell'esercizio dal momento di riposo, senza trasformare la quiete in un'altra attività da eseguire correttamente.

Scegli la posizione in base a come ti senti, non a come dovrebbe apparire la pratica. Puoi sdraiarti sulla schiena, piegare le ginocchia se così la zona lombare è più comoda, oppure sederti con la schiena sostenuta. Se stare a terra non è pratico, va bene anche una sedia con i piedi appoggiati. Una coperta o un supporto sotto la testa possono rendere più agevole il riposo; sistema ciò che ti serve prima di fermarti.

Resta in quiete senza controllare il respiro

Una volta trovata una posizione confortevole, lascia riposare le mani e ammorbidisci, per quanto possibile, spalle, viso e mandibola. Puoi chiudere gli occhi oppure tenere lo sguardo posato su un punto. Nota il contatto del corpo con il pavimento o con la sedia, i suoni presenti e il respiro così com'è. Non occorre respirare più lentamente o più profondamente: se provi a guidare ogni inspirazione, rischi di rendere faticoso proprio il momento destinato alla pausa.

Non serve nemmeno svuotare la mente. Se arrivano pensieri sulla giornata o sulla pratica appena svolta, riconoscili e riporta con gentilezza l'attenzione a una sensazione semplice, come il peso delle mani o il contatto dei piedi. Puoi ripetere questo gesto ogni volta che ti distrai, senza contare le distrazioni. Se il silenzio risulta scomodo, tieni gli occhi aperti e usa ciò che vedi nella stanza come riferimento.

La durata può adattarsi al tempo disponibile: anche una pausa breve e intenzionale è preferibile a restare sdraiati mentre si pensa già alla prossima incombenza. Se hai più tempo, prolunga il riposo finché la posizione rimane gradevole e l'attenzione non diventa uno sforzo. Impostare un segnale discreto può aiutarti a non controllare continuamente l'orologio, purché il suono non sia brusco.

Riprendi a muoverti con gradualità

Prima di alzarti, percepisci di nuovo la stanza intorno a te e muovi piano dita delle mani e dei piedi. Se sei sdraiato, piega le ginocchia, girati su un fianco e passa alla posizione seduta senza slancio. Resta un istante seduto, poi alzati quando ti senti stabile. Il momento di quiete si conclude così con una transizione, non con uno scatto verso le attività successive.

Tra gli errori più comuni ci sono usare il telefono appena finiti gli esercizi, irrigidirsi per restare perfettamente fermi e giudicare la pausa in base a quanto ci si sente rilassati. Non tutte le sessioni finiscono con la stessa sensazione, e non è un problema da correggere. Se una posizione provoca dolore, formicolio persistente o capogiri, cambiala o interrompi il riposo; se i sintomi non passano, chiedi un parere sanitario. Una conclusione utile è quella che ti permette di ascoltare come stai e di tornare alla giornata con attenzione.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.