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Posizione della barca: come trovare equilibrio senza forzare la schiena

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 31/10/2026 08:46
Posizione della barca: come trovare equilibrio senza forzare la schiena

Posizione della barca: come trovare equilibrio senza forzare la schiena

Nella posizione della barca, o Navasana, l’obiettivo non è sollevare le gambe il più possibile: è restare in equilibrio sugli ischi mantenendo la schiena lunga e il respiro libero. Se per stendere le ginocchia devi incurvare la zona lombare o trattenere il fiato, piega le gambe o tieni i piedi a terra. Una variante stabile è più utile di una forma completa ottenuta forzando.

Come entrare nella posizione della barca

Siediti sul tappetino con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati. Porta le mani dietro le cosce e cerca il contatto dei due ischi con il suolo. Da qui inclina leggermente il busto all’indietro, senza abbandonare il petto né spingere la pancia in fuori. Il peso si sposta verso il retro degli ischi, ma non dovresti finire sul coccige.

Quando riesci a mantenere questa posizione respirando, alleggerisci un piede e poi l’altro, lasciando le ginocchia piegate. Le tibie possono salire, ma non è necessario renderle parallele al pavimento. Guarda davanti a te, tieni le spalle lontane dalle orecchie e usa le mani dietro le cosce finché servono. Solo se la schiena resta lunga puoi provare a distendere le braccia in avanti, senza irrigidire collo e spalle.

Per uscire, riappoggia i piedi con controllo e riporta il busto verticale. Evita di lasciarti cadere all’indietro quando senti che la posizione diventa troppo impegnativa. Pochi respiri eseguiti bene sono sufficienti per capire se riesci a mantenere l’assetto; non occorre inseguire una durata prestabilita.

Come proteggere la schiena mentre cerchi l’equilibrio

La difficoltà più comune è scambiare l’altezza dei piedi per un segno di buona esecuzione. Quando le gambe si allontanano dal busto, la richiesta per addome e flessori dell’anca aumenta. Se non riesci più a sostenere il bacino, la parte bassa della schiena tende ad arrotondarsi e il peso può spostarsi sul coccige. In quel momento la correzione più semplice è avvicinare le cosce al busto, piegare maggiormente le ginocchia o rimettere i piedi a terra.

Pensa ad allungarti dalla base del bacino fino alla sommità della testa, senza cercare una schiena rigida o un inarcamento marcato. L’addome partecipa al sostegno, ma non serve contrarlo al punto da bloccare il respiro. Un’espirazione regolare può aiutarti a notare se stai compensando con tensione nella mandibola, nelle spalle o nella zona lombare.

Se senti il lavoro soprattutto davanti alle anche, non cercare di risolverlo tirando più forte con la schiena. Riduci la leva: mantieni le ginocchia piegate e le mani sulle cosce, oppure prova una sola gamba sollevata per volta. Se invece avverti dolore lombare, una fitta o sintomi che si irradiano alla gamba, interrompi la posizione. La fatica muscolare gestibile e il dolore non sono la stessa cosa.

Quale variante scegliere e quando avanzare

Con i piedi a terra puoi già esercitarti a inclinare il busto senza perdere l’allungamento della schiena. Con le mani dietro le cosce e i piedi sollevati alleni l’equilibrio riducendo la richiesta sulle braccia e sul tronco. Le braccia libere e, in seguito, le gambe più distese sono progressioni possibili, non requisiti della posizione. Passa alla variante successiva soltanto se riesci a entrare e uscire lentamente senza cambiare bruscamente l’assetto del bacino.

Per valutare la tua forma, controlla tre cose: riesci a respirare senza trattenerti, a mantenere il petto aperto senza comprimere la zona lombare e a riappoggiare i piedi senza perdere il controllo? Se una risposta è no, torna alla variante precedente. Chi ha un problema alla schiena già presente, dolore persistente o indicazioni specifiche ricevute da un professionista dovrebbe evitare di usare questa posizione come test e chiedere una modifica adatta alla propria situazione.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.