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Posizione del ponte supportato con un blocco yoga: come sistemarlo

Elena Ferridi Elena Ferri· 03/11/2026 08:46
Posizione del ponte supportato con un blocco yoga: come sistemarlo

Nel ponte supportato, il blocco yoga va sistemato sotto l’osso sacro, alla base della colonna, non sotto la curva lombare. Per trovare il punto giusto, solleva il bacino da terra, fai scorrere il blocco sotto il sacro e abbassati lentamente finché il peso poggia in modo stabile. Inizia dall’altezza più bassa: il supporto deve permetterti di respirare e rilassare la schiena, non costringerti a mantenere una contrazione.

Dove appoggiare il blocco sotto il bacino

Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate, i piedi a terra e le braccia lungo i fianchi. Tieni i piedi all’incirca alla larghezza del bacino, a una distanza che ti consenta di sollevarlo senza sforzare le ginocchia. Premi sui piedi, alza il bacino quanto basta per inserire il blocco e posizionalo sotto la parte ossea piatta che si trova tra la zona lombare e il coccige: il sacro.

Una volta sceso sul supporto, verifica dove senti la pressione. Il blocco non dovrebbe premere sulle vertebre lombari né concentrarsi sulla punta del coccige. Se senti un bordo duro nella parte bassa della schiena, solleva di nuovo il bacino e sposta leggermente il blocco verso i piedi. Se invece il sostegno sembra troppo vicino ai glutei e il bacino tende a scivolare, riposizionalo con piccoli aggiustamenti. Non cercare il punto giusto trascinando il corpo sul blocco mentre ci sei appoggiato.

La forma dei blocchi e dei bacini varia: non esiste una distanza in centimetri valida per tutti. Il criterio pratico è che il sacro riceva un sostegno ampio e fermo, senza una pressione puntiforme o la sensazione di dover trattenere il corpo per non cadere.

Quale altezza scegliere e come controllare la stabilità

Un blocco rettangolare offre più altezze a seconda del lato su cui viene appoggiato. Parti dalla posizione più bassa, con la faccia più ampia a contatto con il tappetino. Solo se ti senti stabile e non avverti compressione nella schiena puoi provare un’altezza diversa: solleva prima il bacino, ruota il blocco e poi torna ad appoggiarti lentamente. La posizione più alta non è necessariamente la migliore; in questa variante conta la qualità del sostegno, non quanto si inarca la schiena.

Controlla che il blocco non oscilli e che il tappetino non scivoli sul pavimento. Se il supporto è stretto o instabile, torna a un’altezza inferiore. Mantieni i piedi ben appoggiati e lascia che le ginocchia restino orientate in modo confortevole, senza forzarle verso l’interno o l’esterno. Le braccia possono riposare ai lati del corpo. Respira normalmente: se devi irrigidire addome, glutei o spalle per restare in posizione, riduci l’altezza o interrompi la posa.

Come uscire dalla posizione ed evitare gli errori più comuni

Per uscire, premi i piedi a terra e solleva il bacino quel tanto che serve a liberare il blocco. Toglilo con una mano, riporta la schiena sul tappetino con controllo e fermati un momento prima di cambiare posizione. Evita di sfilare il blocco mentre tutto il peso del bacino vi poggia sopra: il movimento può essere brusco, soprattutto se il supporto è alto.

L’errore più frequente è usare il blocco come una leva sotto la zona lombare, cercando un arco più pronunciato. Un altro è alzare troppo il supporto e compensare stringendo i glutei o spingendo con forza sui piedi. Nel ponte supportato il bacino è sostenuto dall’attrezzo: se senti di dover continuare a «fare il ponte», ricontrolla posizione e altezza. Non aggiungere un secondo blocco per guadagnare quota se l’insieme non è perfettamente stabile.

Se compaiono dolore, formicolio, capogiri o fastidio che aumenta, esci dalla posizione. In presenza di problemi alla schiena, al collo, alle anche, di un infortunio recente o durante la gravidanza, la scelta della variante va adattata alla situazione personale con un insegnante qualificato o un professionista sanitario. Se il blocco non offre un appoggio confortevole, non è necessario insistere: puoi riposare supino con le ginocchia piegate, senza supporti sotto il bacino.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena racconta il movimento consapevole attraverso esercizi dolci per la mobilità e la flessibilità. Nei suoi testi invita a procedere per gradi, a notare il respiro e a scegliere gesti compatibili con le energie del momento. Si interessa alle abitudini che aiutano a interrompere la sedentarietà e a trovare un equilibrio più sereno tra attività e riposo.