Simply YogaYoga quotidiano, benessere autentico

Yoga dolce per principianti: una sequenza di venti minuti a terra

Elena Ferridi Elena Ferri· 30/10/2026 06:33
Yoga dolce per principianti: una sequenza di venti minuti a terra

Per iniziare con lo yoga dolce bastano venti minuti, un tappetino e movimenti eseguiti senza forzare. Questa sequenza si svolge a terra: alterna posizioni supine, un breve passaggio a quattro zampe e una pausa finale. I tempi sono indicativi e sommano a venti minuti; se una posizione provoca dolore, interrompila o scegli la variante più comoda.

Prima di iniziare: prepara uno spazio comodo

Stendi il tappetino in un punto dove puoi distendere braccia e gambe senza ostacoli. Tieni vicino una coperta piegata, utile sotto le ginocchia quando sei a quattro zampe, e un cuscino basso se appoggiare la testa a terra ti risulta scomodo. Indossa abiti che non limitino il movimento e lascia a portata di mano l’acqua, senza sentirti obbligato a bere durante la pratica.

Muoviti con un’ampiezza che ti permetta di respirare normalmente: non serve raggiungere una forma precisa. Una sensazione lieve di allungamento può essere normale; dolore acuto, capogiri o difficoltà a respirare sono invece segnali per fermarsi. Se hai un infortunio, una condizione che limita i movimenti o sei in gravidanza, chiedi indicazioni appropriate prima di seguire una sequenza non adattata alle tue esigenze.

La sequenza di venti minuti, passo dopo passo

Minuti 0–2: arrivo e respiro. Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati al tappetino, distanziati quanto ti è comodo. Lascia le braccia lungo i fianchi oppure posa una mano sull’addome. Nota il contatto della schiena con il suolo e segui il respiro, senza cercare di renderlo più profondo. Se preferisci, sostieni la testa con un cuscino basso.

Minuti 2–5: ginocchia verso il petto. Avvicina lentamente un ginocchio al busto, tenendolo con le mani dietro la coscia o davanti alla tibia, senza tirare. Riporta il piede a terra e ripeti dall’altro lato. Dopo alcune alternanze, puoi avvicinare entrambe le ginocchia e oscillare appena da destra a sinistra, se il movimento è piacevole. Se portarle insieme comprime l’addome o crea fastidio alla schiena, continua con una gamba alla volta.

Minuti 5–8: piccoli movimenti del bacino. Rimetti entrambi i piedi a terra, con le ginocchia piegate. Espirando, inclina leggermente il bacino fino a sentire la zona lombare avvicinarsi al tappetino; inspirando, torna alla posizione iniziale. Ripeti lentamente, senza spingere la schiena a terra né sollevare i glutei. Cerca un movimento piccolo e scorrevole, coordinato con il tuo ritmo respiratorio.

Minuti 8–11: schiena mobile a quattro zampe. Girati su un fianco e passa con calma alla posizione a quattro zampe. Metti le mani sotto le spalle e le ginocchia sotto il bacino, con una coperta sotto le ginocchia se occorre. Inspirando, lascia che il petto si apra leggermente; espirando, arrotonda dolcemente la schiena e lascia scendere la testa. Continua ad alternare i due movimenti senza cercare la massima estensione. Se sostenere il peso sulle mani dà fastidio ai polsi, salta questo passaggio e ripeti i movimenti del bacino da supino.

Minuti 11–14: pausa con il busto sostenuto. Dalla posizione a quattro zampe, porta lentamente il bacino verso i talloni e appoggia il busto su una coperta o su un cuscino, se lo hai a disposizione. Puoi tenere le braccia in avanti oppure lungo il corpo. Non è necessario arrivare a toccare i talloni: fermati dove ginocchia e anche restano comode. Se questa posizione non fa per te, torna sulla schiena con le ginocchia piegate e riposa lì per gli stessi tre minuti.

Minuti 14–17: rotazione supina leggera. Torna sulla schiena passando da un fianco. Piega le ginocchia, tieni i piedi a terra e lascia scendere entrambe le gambe di poco verso destra, mantenendo le spalle comode sul tappetino. Dopo circa un minuto e mezzo, riporta le ginocchia al centro e ripeti a sinistra. Riduci l’ampiezza se senti tensione alla schiena: la rotazione deve rimanere facile, non essere ottenuta tirando le gambe con le mani.

Minuti 17–20: riposo finale. Rimani supino con le gambe distese, se è confortevole, oppure con le ginocchia piegate e i piedi a terra. Lascia riposare le braccia e osserva il respiro naturale. Allo scadere dei tre minuti, gira prima su un fianco e poi aiutati con le mani per tornare seduto, senza alzarti di scatto.

Come adattare il ritmo senza perdere il filo

Non devi completare un certo numero di ripetizioni: i minuti servono a distribuire la pratica, non a imporre una prestazione. Se impieghi più tempo per cambiare posizione, abbrevia la fase successiva oppure lascia che la sequenza duri qualche minuto in più. Nelle prime prove può essere utile tenere un orologio visibile, senza controllarlo a ogni respiro.

La regola più utile è distinguere tra movimento confortevole e sforzo per «riuscire» nella posizione. Riduci l’ampiezza, usa i sostegni o resta supino quando un passaggio non è adatto a te. Anche una pratica composta solo dai movimenti che riesci a eseguire con agio può essere un buon modo per familiarizzare con lo yoga dolce.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena racconta il movimento consapevole attraverso esercizi dolci per la mobilità e la flessibilità. Nei suoi testi invita a procedere per gradi, a notare il respiro e a scegliere gesti compatibili con le energie del momento. Si interessa alle abitudini che aiutano a interrompere la sedentarietà e a trovare un equilibrio più sereno tra attività e riposo.