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Yoga lento per principianti: come passare tra cinque posizioni

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 31/10/2026 09:19
Yoga lento per principianti: come passare tra cinque posizioni

Per praticare yoga lento da principianti, scegli cinque posizioni semplici e considera i passaggi parte della pratica, non un tratto da percorrere in fretta. Questa sequenza va dalla posizione del bambino alla montagna: fermati ogni volta che serve, respira senza trattenere l’aria e riduci l’ampiezza dei movimenti se senti dolore. Non occorre raggiungere una forma perfetta per proseguire.

Prima di iniziare: prepara spazio e ritmo

Stendi un tappetino su una superficie stabile e lascia libero lo spazio davanti a te: dalla posizione a terra ti sposterai gradualmente in piedi. Puoi tenere vicino una coperta piegata per le ginocchia e due blocchi yoga, oppure supporti stabili, da usare sotto le mani nel piegamento in avanti. Indossa abiti che permettano di piegare ginocchia e anche senza costrizioni.

Muoviti a una velocità che ti consenta di capire dove stai appoggiando il peso. Prima di ogni passaggio nota il contatto con il pavimento, poi sposta una parte del corpo alla volta. Il respiro può accompagnarti, ma non deve dettare un ritmo troppo rapido: se un movimento richiede più tempo di un’inspirazione o di un’espirazione, continua a respirare normalmente.

Dal bambino ai quattro appoggi

1. Posizione del bambino. Mettiti in ginocchio, porta i glutei verso i talloni e allunga le braccia davanti a te, lasciando scendere il busto fin dove è comodo. Le ginocchia possono stare unite o leggermente separate. Se i glutei non raggiungono i talloni, non spingerli verso il basso: puoi inserire una coperta piegata tra polpacci e cosce. Resta per qualche respiro, osservando se riesci a rilassare spalle e mandibola.

2. Quattro appoggi. Per uscire dal bambino, premi delicatamente le mani a terra e porta il busto in avanti. Fermati con le mani sotto le spalle e le ginocchia sotto le anche, senza irrigidire i gomiti. Distribuisci il peso tra palmi e ginocchia; se i polsi sono sensibili, modifica l’angolo delle mani o interrompi la sequenza se l’appoggio provoca dolore. Questa sosta serve a ritrovare equilibrio prima di sollevare le ginocchia.

Dai quattro appoggi al cane a testa in giù

3. Cane a testa in giù. Dai quattro appoggi, sposta le mani leggermente in avanti e apri bene le dita. Con le dita dei piedi a terra, solleva le ginocchia e porta il bacino indietro e verso l’alto. Mantieni le ginocchia piegate: è più utile avere spazio per allungare la schiena che tentare di appoggiare subito i talloni. Tieni la testa in una posizione comoda tra le braccia, senza lasciarla pendere con forza.

Questa posizione può risultare impegnativa all’inizio. Se senti troppo carico su mani o spalle, torna con le ginocchia a terra e riposa nella posizione del bambino: non è necessario completare la sequenza in un unico tentativo. Se hai condizioni per cui le posizioni con la testa più in basso del cuore potrebbero essere inadatte, chiedi un’indicazione qualificata prima di includerle nella pratica.

Dal piegamento in avanti alla posizione in piedi

4. Piegamento in avanti. Dal cane a testa in giù, cammina lentamente con i piedi verso le mani, facendo passi piccoli. Quando arrivi nella parte anteriore del tappetino, lascia le ginocchia piegate e il busto rivolto verso le cosce. Le mani possono restare a terra o appoggiarsi su blocchi stabili: non serve toccare le punte dei piedi. Prima di risalire, controlla di avere entrambi i piedi ben appoggiati e il peso distribuito senza perdere l’equilibrio.

5. Montagna. Per arrivare in piedi, piega ancora un po’ le ginocchia, appoggia le mani sulle cosce se ti aiuta e solleva il busto gradualmente. Una volta eretto, lascia le braccia lungo i fianchi e tieni i piedi a una distanza comoda. Nota il contatto delle piante dei piedi con il pavimento e lascia che il respiro torni naturale. Se avverti capogiri durante la risalita, fermati in una posizione stabile anziché continuare a muoverti.

La sequenza può terminare qui. La prossima volta puoi soffermarti soprattutto sul passaggio che ti è sembrato meno chiaro: nello yoga lento, imparare a spostare il peso con controllo conta più del tempo trascorso nella posizione finale. Un fastidio lieve legato allo sforzo è diverso da un dolore netto o crescente; in quel caso esci dalla posizione e non insistere.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.