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Posizione del triangolo: dove rivolgere lo sguardo e come usare il blocco

Elena Ferridi Elena Ferri· 31/10/2026 14:17
Posizione del triangolo: dove rivolgere lo sguardo e come usare il blocco

Nella posizione del triangolo, o Trikonasana, non è necessario guardare sempre la mano in alto: scegli la direzione che ti permette di tenere il collo comodo e il respiro regolare. Il blocco, invece, serve a offrire un appoggio alla mano inferiore quando arrivare a terra ti farebbe incurvare la schiena o chiudere il torace. Sguardo e supporto vanno regolati in base alla stabilità della posizione, non all’obiettivo di scendere il più possibile.

Dove rivolgere lo sguardo nel triangolo

La variante spesso mostrata nelle immagini prevede lo sguardo verso la mano sollevata. Puoi provarla se riesci a ruotare la testa senza comprimere il collo, perdere l’equilibrio o trattenere il respiro. La rotazione deve rimanere confortevole: non occorre forzare il mento verso l’alto per imitare una forma precisa.

Se guardare in alto crea tensione cervicale, mantieni il viso rivolto in avanti, nella stessa direzione del torace, oppure guarda verso il basso. Quest’ultima scelta può aiutarti a ritrovare un riferimento visivo stabile mentre sistemi i piedi o l’appoggio della mano. Una volta assestata la posizione, puoi cambiare direzione dello sguardo lentamente e verificare se il resto del corpo rimane fermo.

Un controllo semplice è questo: mentre sposti gli occhi e la testa, riesci ancora a respirare senza sforzo e a distribuire il peso sui piedi? Se per guardare in alto sollevi la spalla, irrigidisci la mandibola o inizi a oscillare, torna a uno sguardo più neutro. La direzione degli occhi è un adattamento della posizione, non una prova da superare.

Come posizionare e usare il blocco

Metti il blocco all’esterno del piede anteriore, in un punto raggiungibile senza spostare il peso tutto in avanti. A seconda della tua mobilità e della stabilità del supporto, puoi usarlo sul lato più alto, su quello intermedio o su quello più basso. Parti dall’altezza che ti consente di appoggiare la mano con leggerezza e di mantenere spazio tra le costole, invece di scegliere subito l’appoggio più vicino al pavimento.

Per entrare nella posizione, allunga il busto sopra la gamba anteriore prima di inclinarti lateralmente; poi posa la mano sul blocco. La mano non deve necessariamente sostenere tutto il peso del corpo. Se stai premendo con forza per restare in equilibrio, prova un’altezza maggiore o avvicina il blocco a una posizione più comoda. Tieni il supporto su una superficie stabile e controlla che non oscilli quando lo tocchi.

Il blocco è utile anche quando riusciresti a toccare il pavimento, ma per farlo dovresti arrotondare la schiena o ruotare il torace verso terra. Alzare l’appoggio può darti più libertà di allungare i lati del busto e orientare il petto senza forzarlo. Se non hai un blocco, puoi appoggiare la mano sulla gamba anteriore, evitando di premere direttamente sul ginocchio; scegli un punto che ti permetta di restare stabile.

Controllare l’insieme senza forzare la forma

Prima di decidere dove guardare, sistema i piedi e trova un’inclinazione del busto che riesci a mantenere. La gamba anteriore non va bloccata con forza: conserva un controllo attivo e lascia che l’ampiezza della posizione sia compatibile con il tuo equilibrio. Da lì valuta se il blocco ti aiuta a evitare che il busto crolli verso il basso o che la spalla superiore si chiuda.

Solo dopo aver trovato un appoggio stabile scegli lo sguardo: in basso se hai bisogno di orientarti, in avanti se vuoi lasciare il collo più neutro, in alto se la rotazione risulta agevole. Per uscire, riporta prima lo sguardo in una direzione comoda, poi risali con controllo e ripeti dall’altro lato senza aspettarti che le due parti del corpo si comportino allo stesso modo. Se compaiono dolore, capogiri o una sensazione di instabilità marcata, interrompi la posizione e scegli una variante più semplice.

Elena Ferri
Elena Ferri

Elena racconta il movimento consapevole attraverso esercizi dolci per la mobilità e la flessibilità. Nei suoi testi invita a procedere per gradi, a notare il respiro e a scegliere gesti compatibili con le energie del momento. Si interessa alle abitudini che aiutano a interrompere la sedentarietà e a trovare un equilibrio più sereno tra attività e riposo.