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Posizione della lucertola: come modificare l’affondo per le anche

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 31/10/2026 17:02
Posizione della lucertola: come modificare l’affondo per le anche

La posizione della lucertola è un affondo con le mani appoggiate all’interno del piede anteriore. Per adattarla alle anche, non serve scendere il più possibile: cambia la distanza tra i piedi, scegli dove appoggiare le mani e abbassa il ginocchio posteriore se perdi stabilità. La variante utile è quella in cui senti un allungamento gestibile, riesci a respirare e non avverti dolore nelle articolazioni.

Come entrare nell’affondo e trovare una base stabile

Parti a quattro zampe, porta il piede destro avanti, vicino al lato esterno della mano destra, e allunga indietro la gamba sinistra. Le mani restano sul pavimento all’interno del piede anteriore. Se lo spazio non basta, sposta leggermente il piede destro verso l’esterno: non è necessario che sia perfettamente allineato alla mano. Ripeti poi dall’altro lato.

Tieni il piede anteriore ben appoggiato, soprattutto sotto tallone e avampiede, e lascia che il ginocchio segua la direzione delle dita invece di cedere bruscamente verso l’interno. La gamba posteriore può restare distesa, con le dita del piede a terra, oppure appoggiare il ginocchio. Cerca una posizione del bacino che non richieda di inarcare molto la zona lombare: una lieve inclinazione è normale, ma non devi spingere il bacino verso il pavimento a ogni costo.

Modificare la profondità per le anche

Se l’affondo tira troppo, accorcia la distanza tra i piedi o porta il ginocchio posteriore a terra, possibilmente su una coperta piegata se l’appoggio dà fastidio. Con le mani su due blocchi stabili, o su un supporto che non scivola, puoi tenere il busto più alto e ridurre la pressione necessaria per sostenerti. Appoggiare gli avambracci a terra non è un passaggio obbligato: è una variante più profonda, adatta solo se puoi mantenerla senza comprimere il collo, trattenere il respiro o scaricare peso sul ginocchio anteriore.

Se vuoi esplorare più spazio nell’anca anteriore, puoi allargare di poco il piede davanti e verificare come cambia la sensazione. Non forzare però il ginocchio verso l’esterno con la mano: lascia che piede e ginocchio si muovano insieme entro un’ampiezza comoda. Per percepire meglio il lavoro sul davanti dell’anca posteriore, prova invece ad avvicinare leggermente il bacino alla posizione verticale, mantenendo l’addome attivo senza irrigidirti. Le due regolazioni producono sensazioni diverse; nessuna delle due è automaticamente migliore.

Quando alleggerire o uscire dalla posizione

Un allungamento diffuso nei muscoli intorno alle anche può essere normale; una fitta all’inguine, un pizzico profondo nell’articolazione, dolore al ginocchio o formicolio sono segnali per ridurre l’ampiezza o uscire. In particolare, se davanti senti una compressione anziché spazio, prova prima a rialzare il busto e a spostare il piede anteriore leggermente più avanti o più all’esterno. Se il fastidio rimane, questa posizione potrebbe non essere adatta in quel momento.

Per uscire, appoggia bene le mani, riporta il peso indietro e torna a quattro zampe senza uno scatto. Cambia lato senza cercare di ottenere la stessa profondità: le anche possono rispondere in modo diverso. Se hai un infortunio recente, dolore persistente o indicazioni specifiche di un professionista, privilegia quelle indicazioni rispetto a una variante standard.

Come capire se la modifica funziona

Resta nella variante scelta per alcuni respiri tranquilli e controlla tre cose: il piede anteriore non perde contatto con il suolo, puoi sostenere il busto senza irrigidire le spalle e la sensazione nelle anche rimane stabile anziché aumentare rapidamente. Se uno di questi elementi manca, rendi l’affondo meno profondo. L’obiettivo non è raggiungere una forma identica a quella di una foto, ma trovare un appoggio che permetta movimento e controllo senza forzature.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.