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Una pratica yoga mattutina sul tappetino: cinque passaggi

Giulia Morettidi Giulia Moretti· 01/11/2026 12:04
Una pratica yoga mattutina sul tappetino: cinque passaggi

Una pratica yoga mattutina sul tappetino può seguire cinque passaggi: prendere contatto con il respiro, mobilizzare la schiena, muovere tutto il corpo, trovare stabilità in piedi e chiudere con una pausa. Non serve arrivare subito a posizioni intense: appena svegli, la condizione più importante è scegliere un’ampiezza di movimento che permetta di respirare senza sforzo.

1. Inizia da fermo e osserva come stai

Siediti sul tappetino in una posizione comoda, anche con un cuscino sotto il bacino, oppure resta sdraiato con le ginocchia piegate. Appoggia le mani dove ti è naturale e nota il contatto del corpo con il suolo. Lascia che il respiro trovi il proprio ritmo, senza cercare di renderlo più profondo. Prima di muoverti, chiediti se senti rigidità, sonnolenza o energia: questa osservazione ti aiuta a regolare la pratica, non a giudicarla.

Fai qualche movimento piccolo, come ruotare lentamente le spalle o inclinare la testa senza tirarla. Se alzarti dal letto ti provoca capogiri, prenditi il tempo di sederti e stabilizzarti prima di passare alle posizioni sul tappetino. La sequenza può essere ridotta o interrotta: completare tutti i passaggi non è un obiettivo obbligatorio.

2. Mobilizza la colonna a quattro zampe

Portati a quattro zampe, con le mani sotto o poco avanti alle spalle e le ginocchia sotto le anche. Inspirando, lascia che il petto si apra leggermente e il bacino si inclini; espirando, arrotonda la schiena con gradualità. Alterna le due direzioni seguendo un ritmo tranquillo. Il movimento non deve essere grande: cerca soprattutto di percepire quali tratti della schiena si muovono con facilità e quali richiedono più delicatezza.

Se i polsi sono sensibili, puoi appoggiare gli avambracci o eseguire lo stesso movimento da seduto, portando il petto appena in avanti e poi arrotondando la schiena. Se le ginocchia danno fastidio, piega il tappetino sotto di esse oppure scegli la variante seduta. Evita di insistere su un’articolazione che fa male per mantenere la forma della posizione.

3. Aggiungi un movimento che coinvolga tutto il corpo

Da quattro zampe, porta il bacino lentamente verso i talloni e poi torna avanti: è un modo semplice per collegare braccia, schiena e anche. Se ti è comodo, puoi passare al cane a testa in giù sollevando le ginocchia e portando il bacino verso l’alto. Tieni pure le ginocchia piegate e i talloni sollevati; non occorre distendere le gambe né appoggiare i piedi completamente. Distribuisci il peso tra mani e piedi, senza spingere tutto sui polsi.

Per tornare in piedi, avvicina i piedi alle mani con passi piccoli e rialzati lentamente, magari con le mani sulle cosce per sostenerti. Se la posizione a testa in giù non è adatta a te, salta quel passaggio: da quattro zampe siediti di lato e alzati usando un appoggio stabile. La transizione deve lasciarti orientato e in equilibrio, non affannato.

4. Cerca stabilità in piedi prima dell’allungamento

Una volta in piedi, disponi i piedi a una distanza confortevole e senti il peso distribuito sulle piante. Solleva le braccia inspirando, solo fin dove le spalle restano comode, poi abbassale espirando. Puoi aggiungere un’inclinazione laterale lieve, prima da un lato e poi dall’altro, mantenendo entrambi i piedi ben appoggiati. Muoviti senza trattenere il respiro e senza cercare di raggiungere una forma precisa.

Per includere le gambe, fai un piccolo passo indietro con un piede e piega appena il ginocchio davanti, tenendo le mani sui fianchi o su una parete. Torna al centro e cambia lato. Un passo corto è sufficiente per esplorare l’equilibrio; se ti senti instabile, resta vicino alla parete oppure mantieni semplicemente la posizione eretta. Al mattino, controllare il movimento conta più della sua ampiezza.

5. Concludi con una pausa, non con uno sforzo finale

Torna a sederti o sdraiarti sul tappetino. Se sei supino, puoi tenere le ginocchia piegate e i piedi a terra; se preferisci stare seduto, lascia le mani sulle cosce. Nota se il respiro, la temperatura del corpo o la sensazione di appoggio sono cambiati. Non devi ottenere un particolare stato di calma: questa pausa serve a riconoscere come ti senti prima di iniziare la giornata.

La sequenza è modulabile: nei giorni in cui hai poco tempo puoi scegliere movimenti più piccoli e passare prima alla pausa finale. Se una posizione provoca dolore acuto, formicolio o malessere, fermati invece di cercare di correggerla forzando. In presenza di condizioni fisiche, infortuni o indicazioni cliniche specifiche, adatta la pratica con l’aiuto di un professionista qualificato.

Giulia Moretti
Giulia Moretti

Giulia scrive guide alle posizioni yoga e propone sequenze semplici per chi vuole iniziare senza fretta. Nei suoi articoli presta attenzione agli appoggi, alle varianti accessibili e alle pause tra un movimento e l’altro. Le piace osservare come piccoli gesti ripetuti con costanza possano rendere la pratica più piacevole nella vita quotidiana.