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Respirazione a narici alternate: quali errori evitare all’inizio

Lorenzo Rivadi Lorenzo Riva· 01/11/2026 09:52
Respirazione a narici alternate: quali errori evitare all’inizio

All’inizio, l’errore più comune nella respirazione a narici alternate è cercare di controllare troppo il respiro: si inspira con forza, si premono le narici o si prova a trattenere l’aria. Per imparare, è più utile mantenere un ritmo naturale e seguire un ordine semplice: inspira da una narice, espira dall’altra, poi inverti il percorso. Se compare disagio, interrompi e torna a respirare normalmente.

Confondere l’ordine delle narici

Nella versione di base, siediti in una posizione comoda, con la schiena sostenuta quanto basta per non irrigidirti. Porta una mano vicino al naso e chiudi delicatamente la narice destra. Inspira dalla sinistra; poi chiudi la sinistra, apri la destra ed espira dalla destra. Inspira dalla destra, cambia di nuovo narice ed espira dalla sinistra. Questo percorso completo costituisce un ciclo. L’altra mano può restare appoggiata sulle gambe.

Quando perdi il filo, non serve recuperare il passaggio «mancato» né ricominciare in fretta. Fai uno o due respiri liberi e riparti dall’inspirazione a sinistra. Pensare a una sequenza breve — sinistra dentro, destra fuori; destra dentro, sinistra fuori — aiuta più che concentrarsi sul numero di cicli. L’obiettivo iniziale è riconoscere il cambio di narice senza perdere la comodità del respiro.

Forzare il respiro o chiudere il naso con troppa pressione

La narice va chiusa con un contatto leggero, sufficiente a impedire il passaggio dell’aria. Premere forte può rendere scomoda la pratica e far irrigidire mano, spalla e viso. Anche inspirare «fino al massimo» o svuotare completamente i polmoni a ogni espirazione è un errore: il flusso dovrebbe restare tranquillo, senza rumore marcato o sensazione di sforzo.

Non occorre rendere identiche le due narici. È normale percepirne una come più libera dell’altra, e la sensazione può cambiare durante la giornata. Se il naso è molto chiuso, non tentare di compensare aspirando con forza. Puoi aspettare un momento più favorevole o limitarti a osservare il respiro naturale, senza chiudere le narici.

Trattenere l’aria o imporre un ritmo troppo lento

Alcune varianti della pratica prevedono pause respiratorie o conteggi precisi, ma non sono necessari per cominciare. Passa dall’inspirazione all’espirazione senza trattenere volontariamente l’aria e lascia che la durata dei respiri sia confortevole. Se contare ti fa accelerare, irrigidire o cercare aria, abbandona il conteggio: la sequenza delle narici è già un punto di attenzione sufficiente.

Fermati se avverti capogiri, fame d’aria, dolore o un aumento del disagio. Appoggia la mano e riprendi a respirare liberamente. Se hai difficoltà respiratorie o una condizione di salute che rende il controllo del respiro problematico, chiedi indicazioni a un professionista sanitario prima di introdurre esercizi respiratori strutturati.

Trasformare la postura in un’altra fonte di tensione

Non è necessario sedersi a gambe incrociate. Una sedia va bene se ti permette di tenere i piedi appoggiati e di respirare senza comprimere il torace. Se il braccio sollevato si affatica, sostieni il gomito con l’altra mano o fai una pausa. Mandibola, fronte e spalle possono rimanere morbide: irrigidirle per «concentrarsi meglio» rende spesso il gesto meno fluido.

Per le prime prove bastano pochi cicli eseguiti con calma. Valuta la pratica da segnali concreti: riesci a seguire i passaggi senza affanno? La mano resta leggera? Alla fine puoi tornare subito al respiro spontaneo? Se la risposta è sì, non serve prolungarla per dimostrare di averla fatta correttamente.

Lorenzo Riva
Lorenzo Riva

Lorenzo si occupa di respirazione, rilassamento e brevi pratiche di meditazione da inserire nelle giornate piene. Preferisce indicazioni concrete, con tempi flessibili e spazio per adattare ogni esercizio alle proprie sensazioni. Fuori dalla scrittura ama camminare, ascoltare i suoni della città al mattino e ritagliarsi momenti di quiete.